Sindrome metabolica: notizie da Dallas

di Martino dell'Angelo - A cura de Il Pensiero Scientifico Editore - Tratto da Yahoo Salute, 14 Novembre 2005

Anche se la definizione precisa di “sindrome metabolica” continua ad essere dibattuta, aumentano le prove che la sua presenza segnala un aumento del rischio di malattia cardiovascolare e di diabete. La maggioranza delle ricerche che sono state fin qui condotte riguarda però la popolazione bianca di mezza età: l’associazione tiene anche nella popolazione più anziana e negli afroamericani? Due nuovi studi presentati al congresso dell’American Heart Association lo confermano.

Un’équipe della Vanderbilt University (Nashville) ha preso in esame i dati dello studio Health ABC, riguardanti più di tremila ultrasettantenni, il 51 per cento dei quali era donna ed il 42 per cento afroamericano. Ebbene, gli anziani affetti da sindrome metabolica sono risultati del 56 per cento più esposti ad evento coronarico, del 51 per cento ad andare incontro ad un attacco cardiaco e per il 49 per cento più inclini ad essere ricoverati per scompenso, rispetto agli altri anziani non affetti dalla sindrome. In generale, il 38 per cento dei partecipanti allo studio presentava, all’inizio della ricerca durata sei anni, i criteri per essere giudicato affetto dalla sindrome metabolica.

Non si hanno molti dati sulla diffusione della sindrome tra gli afroamericani. Lo Jackson Heart Study, condotto su più di cinquemila afroamericani, costituisce quindi un’opportunità rara. Il 37,2 per cento dei partecipanti poteva essere definito affetto dalla sindrome, presentando almeno tre dei fattori di rischio che la determinano, con una prevalenza crescente dal 15,9 per cento per i soggetti di età compresa tra i 20 ed i 34 anni al 47,2 per cento per gli ultraquarantacinquenni. Dei cinque fattori di rischio considerati, il più diffuso (65,3 per cento) è risultata l’eccessivo girovita, seguito dall’ipertensione (63,7) e dal basso HDL (44 per cento): solo un soggetto su dieci non presentava nessun fattore di rischio.

Ne consegue - secondo i ricercatori dell’Università del Mississippi - che l’obesità e l’ipertensione contribuiscono largamente alla presenza della sindrome metabolica tra gli afroamericani. I dati di un altro studio, tuttavia, forniscono qualche ragione di speranza nella battaglia contro la sindrome metabolica: l’attività fisica può contrastarne gli effetti avversi. L’esercizio fisico sembra infatti attaccare il processo infiammatorio che gioca un ruolo-chiave nello sviluppo della malattia cardiaca.


A cura de Il Pensiero Scientifico Editore - Tratto da Yahoo Salute, 14 Novembre 2005
Ricerca a cura di Guido Seu

Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 17 Novembre 2005 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2005/r2005_108.html