Fino all’80% degli over 65 sbaglia dieta con conseguenze sulla salute

Anziani, malnutriti più della metà

Di Carla Massi - Tratto da Il Messaggero, 5 Novembre 2005

Diventare anziani significa anche perdere il piacere di sentire un sapore, non avvertire la sete e, spesso, neppure la fame. Vuol dire dimenticarsi di mangiare oppure abbuffarsi di cibi che dovrebbero essere quasi dimenticati. In molti casi, accanto ai nonni, non c’è nessuno in grado di ricordare come deve essere il menù settimanale: che ha un suo equilibrio, che non si può, ogni sera, risolvere la cena con una semplice tazza di latte e due biscotti. Basterebbe, infatti, solo ricordarlo. Visto che gli anziani lo sanno molto bene quello che dovrebbero e quello che non dovrebbero mandare giù. Lo sanno, come testimonia un’indagine promossa da Aiote, l’Associazione italiana per l’oncologia della terza età (www.aiote.org). Mille interviste telefoniche e un quadro che riesce a disegnare la situazione da Nord a Sud di una popolazione dai sessantacinque anni in su. Il quadro delineato è, tutto sommato, positivo.

Ma, se si va ad aprire il frigorifero delle case degli anziani e si fa la conta di quello che c’è dentro, esce fuori una realtà niente affatto confortante: oltre il trentacinque per cento, infatti, non decide che cosa mangiare secondo il gusto o la dieta ma solo sulla base del peso del portafoglio. Scelgono, cioè, ciò che costa meno e, soprattutto, se stanno male non hanno le disponibilità economiche per chiedere a qualcuno di andare a fare la spesa.

Un dato, più di altri, racconta gli anziani a tavola: il 50% dei ricoverati in ospedale oltre i 65 anni è considerato dai medici malnutrito. La percentuale, in alcune zone, arriva fino all’80%. Segno che, ogni giorno a casa, vengono fatte scelte sbagliate. «Questo significa avere troppi chili in più - commenta Silvio Monfardini presidente del comitato scientifico di Aiote e direttore della divisione di Oncologia dell’ospedale-università di Padova - ma anche chili in meno. Capiamo che le “regole” base le conoscono ma, per i motivi diversi, non riescono a seguirle. Dimenticano la frutta e la verdura, limitano la pasta convinti che faccia ingrassare. Nostro obiettivo è far fronte agli squilibri, orientare l’assunzione dei vari alimenti, scegliere i cibi giusti». Per questo, gli specialisti di Aiote sono arrivati anche a proporre un ricettario (è pubblicato sul sito). Piatti pensati proprio per i nonni.

E, anche per loro, si parla con chiarezza del conteggio delle calorie. La dieta, per l’anziano, non dovrebbe superare le 2000 - 2200 calorie se è uomo e le 1800 - 2000 se è donna. «Il menù - spiega Giuseppe Sergi della clinica Geriatrica dell’università di Padova - dovrebbe essere formato per il 50-60% da glucidi, quindi pane, pasta, patate e legumi. Mentre gli zuccheri semplici, i dolci, vanno assunti con moderazione. Il 12-15% della dieta dovrebbe essere appannaggio delle proteine, carne, pesce, uova e formaggio. Tra i grassi devono prevale quelle di origine vegetale, l’olio d’oliva». Solitudine e depressione, spesso, come hanno confessato molti intervistati, sono le cause di una colpevole disattenzione nei confronti dei piatti che si portano in tavola. Ma anche il non sapere che l’età toglie la sete crea non pochi danni. E non solo in estate. Gli anziani sentono meno la sete ma si astengono dal bere per paura di disturbi come l’incontinenza urinaria. In particolare la notte. Pochi sanno che, ogni giorno, dovrebbero incamerare almeno un litro e mezzo d’acqua. Anche se non fa il caldo d’agosto. Sì a mezzo bicchiere di vino a pasto: può essere utile perché stimola la secrezione di succhi gastrici, favorisce la digestione, dicono i geriatri, e dà un senso di benessere. No ai superalcolici.

Sono preparati sul cibo, gli anzini, ma non sempre riescono a seguire le regole. Conoscono i loro malanni ma, non sanno che sono tra i bersagli a rischio del tumore. La maggior parte crede che la terza età sia immune da una simile patologia. Sbagliando. Ogni anno, su 270mila nuovi casi di cancro in Italia, il 61% (circa 165mila) si manifesta dopo i 65 anni.


Tratto da Il Messaggero, 5 Novembre 2005
Ricerca a cura di Guido Seu

Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 10 Novembre 2005 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2005/r2005_106.html