Staminali prelevate dal midollo osseo insieme con cellule del pancreas
Primo trapianto combinato su una diabetica
di Ivana Sammarco - Tratto da la Gazzetta del Sud 22/09/2005
È stato effettuato con successo, per la prima volta al mondo, un trapianto combinato di cellule staminali prelevate dal midollo osseo insieme a cellule del pancreas, su una donna affetta da diabete insulino dipendente. L’intervento è stato effettuato da un team di clinici italiani all’Università di Miami, in Usa, coordinati dal dottor Camillo Ricordi, in una donna italiana di 44 anni. A due mesi dal trapianto i parametri biologici della donna sono stati definiti ottimi: la glicemia, ha spiegato Ricordi, si è normalizzata e stabilizzata. «È la prima volta – ha detto Ricordi – che abbiamo ottenuto l’indipendenza dall’insulina dopo una singola infusione di cellule che producono insulina e due infusioni di cellule staminali purificate dal midollo osseo di uno stesso donatore». Il dottor Ricordi ha spiegato che l’intervento effettuato sulla donna è il primo di sei autorizzati dalla Food and Drug Administration. «La nostra idea – ha aggiunto da Miami – è quella di purificare cellule staminali dal midollo osseo e far coesistere il sistema immunitario del donatore con quello del ricevente e far accettare meglio le cellule delle isole pancreatiche che normalmente producono insulina. Se questa strategia sarà vincente – ha aggiunto – pensiamo di poter in futuro diminuire i farmaci immunoppressori. Quello effettuato fino a ora è il primo trapianto combinato del genere – ha sottolineato – e l’obiettivo è di trasferire le tecniche dello studio nei centri italiani dove si effettuano trapianti di isole pancreatiche». «Da quando abbiamo effettuato il primo trapianto di isole pancreatiche nel 1990 – ha detto Ricordi – ci siamo concentrati sullo sviluppo di strategie per ridurre o eliminare nel tempo i farmaci antirigetto. È presto per dire se questo studio ci permetterà di raggiungere questo obiettivo, ma siamo davvero entusiasti di questo iniziale successo». Intanto, è emozionata Antonella S. 44 anni, l’italiana che un trapianto combinato di staminali midollari e cellule del pancreas per curare definitivamente il diabete insulino dipendente. Ma nello stesso tempo è cauta. Antonella sa bene che le tecniche dei medici dell’Università di Miami è ancora sperimentale e che dovrà passare del tempo perché possa essere dichiarata davvero efficace, ma nutre una forte speranza: «spero che la cura possa essere efficace ed essere estesa; la mia vita sta cambiando e il fatto che la glicemia sia divenuta stabile (cosa normale per la maggior parte della gente) è per me una cosa grandiosa. La mia qualità di vita sta migliorando».
Tratto da la Gazzetta del Sud 22/09/2005
Ricerca a cura di Guido SeuData ultimo aggiornamento: Giovedì, 22 Settembre 2005 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2005/r2005_082.html