Il “nonnino terribile” è grave
di Diego Neri - Tratto da Il Giornale di Vicenza 17/09/2005
Giorgio Angelozzi, 80 anni, è stato trovato agonizzante su una panchina di campo Marzo
La sua storia commosse l’Italia, ma il suo passato era poco limpido perchè collezionò molte denunce. «Cerco una famiglia che mi adotti» Con questo appello in televisione il falso professore di origine romana un anno fa trovò un tetto a BergamoTrovato agonizzante su una panchina di Campo Marzo, è stato soccorso da un’ambulanza. Ora Giorgio Angelozzi, 80 anni, finto professore, nonnetto adottato e in realtà con una sfilza di precedenti per furto e truffa, è ricoverato in fin di vita nel reparto di rianimazione del S. Bortolo per una patologia diabetica. Gli ispettori del posto fisso di polizia dell’ospedale stanno cercando dei parenti, che - esclusi quelli adottivi - l’anziano non avrebbe. Angelozzi era arrivato a Vicenza martedì in treno da Padova; in stazione aveva avvertito un malore ed era stato medicato al pronto soccorso. Poi, rimessosi, si è spostato in treno a Schio, cercando ospitalità in una casa famiglia di cui aveva trovato l’annuncio su un ritaglio della “Voce dei Berici” che portava con sé; quindi giovedì è tornato a Vicenza, ma a Campo Marzo ha perso i sensi. Il nonnetto terribile lotta ora fra la vita e la morte.
La vicenda di Angelozzi è nota: era finita per due volte su giornali e telegiornali nazionali, prima perché si è presentato come un nonno che cercava una famiglia che lo adottasse, poi perché era scappato con i soldi ed era stato trovato.
La storia del “professore” romano, alla fine dell’estate del 2004, aveva commosso l’Italia: Angelozzi, prima attraverso un annuncio sul giornale, poi dagli schermi della televisione, aveva chiesto accoglienza ad una famiglia per contrastare la solitudine forzata alla quale lo costringevano la vedovanza e la lontananza dell’unica figlia che, aveva raccontato, si trovava a Kabul per motivi di lavoro. A spalancargli le porte era stata la famiglia Riva, di Spirano (Bergamo), e la storia aveva fatto il giro dell’Europa. A maggio, la svolta: Angelozzi, dopo essersi allontanato dalla casa “adottiva” con un sacco di soldi da pagare, aveva soggiornato per alcune settimane in un albergo di Milano, poi si era spostato ad Alessandria, da un’altra famiglia ed infine aveva di nuovo incontrato, nel capoluogo lombardo, i Riva, a cui aveva consegnato due assegni per un importo complessivo di quasi 6 mila euro, necessari per pagare le spese dentistiche e altri conti in sospeso.
Ai primi di giugno, proprio negli stessi giorni in cui Angelozzi faceva perdere ogni traccia di sé, la scoperta dei Riva che quegli assegni erano stati staccati da un libretto rubato dall’anziano proprio ad Alessandria. E si era scoperta la verità: una denuncia per furto, falso ideologico, falso materiale e truffa erano le ultime grane con la giustizia. Dopo la segnalazione dei Riva, l’anziano era stato rintracciato in una residenza per anziani a Milano, dove i carabinieri lo avevano bloccato, accertando che in passato aveva collezionato denunce su denunce.
Ora Angelozzi è grave in ospedale a Vicenza. Perché sia arrivato nel capoluogo berico, dopo aver cercato ospitalità a Schio, è difficile da capire. I poliziotti hanno verificato che aveva con sé un borsone con abiti ben tenuti e curati, come del resto tutta la sua persona, e un borsello con pochi spiccioli e un sacco di biglietti da visita con i numeri di giornalisti.
Tratto da Il Giornale di Vicenza 17/09/2005
Ricerca a cura di Guido SeuData ultimo aggiornamento: Lunedì, 19 Settembre 2005 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2005/r2005_081.html