Cultura - Medicina
L’obesità tra disagio e costo sociale
di Pierpaolo Basso - Tratto da Il Denaro 3/09/2005
Il “Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie” negli Stati Uniti, attraverso una recente statistica, rivela che il 22,7 per cento degli americani è affetto da obesità, un dato dello 0.7 per cento superiore a quello riscontrato negli anni precedenti, con punte del sessantacinque per cento tra coloro che sono anche solo in sovrappeso. Eva Surmacz, ricercatrice e docente associata presso l’Istituto Sbarro per la ricerca sul cancro di Philadelphia, descrive ai lettori del Denaro gli aspetti principali di questa patologia.
***“L’obesità è una malattia cronica con una complicata eziologia, che può derivare da predisposizione genetica, ma molto spesso è legata a fattori comportamentali e ambientali - sottolinea Eva Surmacz, docente associata all’Istituto Sbarro - Inoltre, riscontriamo che l’obesità, nella maggioranza dei casi, dipende da disturbi e disagi di natura psichiatrica più che metabolica’.
A conferma di ciò la ricercatrice ricorda che “le aree del cervello che regolano il desiderio di alimentarsi sono, infatti, le stesse legate alla dipendenza dal fumo e dalle droghe”.
I giovani, sia negli Stati Uniti che in Europa, in Italia in particolare, non sono esenti da rischi. “In America una statistica afferma che il sedici per cento dei giovani soffre di obesità entro gli undici anni, con gravi rischi per il diabete e il cuore. Nei paesi mediterranei - continua la Surmacz - c’è anche una forte diffusione di questa malattia: in Italia, ad esempio, dove il trentasette per cento dei giovani ne soffre”.
La ricercatrice si sofferma sui suoi studi tutti incentrati sull’indagare la relazione tra obesità e il rischio di insorgenza di tumori, da lei compiuti presso il laboratorio dello Sbarro. “Qui all’Istituto il nostro obiettivo è legato alle strategie di sviluppo per combattere il cancro - spiega la ricercatrice - I dati epidemiologici hanno dimostrato chiaramente che l’obesità è collegata all’aumento del rischio di cancro al colon rettale, al tumore del seno ed a quelli endometriali”.
Inoltre, l’obesità, sempre stando agli studi della Surmacz, aumenta il rischio di sviluppare il cancro del seno del trenta/cinquanta per cento ed è associato a trenta malattie differenti, compreso il diabete, le malattie cardiovascolare o l’artrite . “Tuttavia - prosegue la ricercatrice - i meccanismi molecolari che sottolineano questi rischi non sono chiari, sta a noi decifrarli per giungere a nuove strategie anticancro”.
Secondo le statistiche ufficiali riferite dalla dottoressa Surmacz, il costo sociale dell’obesità nei soli Stati Uniti è pari ad un miliardo di dollari all’anno, ma è spesso difficile diffondere un messaggio che spieghi i pericoli legati ad una malattia, classificata come tale solo dal 1985.
“Ci sono voluti venticinque anni per rendere noto e condiviso il legame tra i tumori e le sigarette, dunque è difficile convincere le persone dei pericoli legati alla loro cattiva alimentazione”.
Tratto da Il Denaro 3/09/2005
Ricerca a cura di Guido SeuData ultimo aggiornamento: Marcoledì, 7 Settembre 2005 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2005/r2005_074.html