Stress da guerra aumenta cancro e malattie del cuore
Tratto da ANSA 25/08/2005
(ANSA) - ROMA, 25 AGO - Che lo stress fa male si dice da tempo. Ma ora si è visto che può anche uccidere. Uno studio pubblicato sugli Annals of Epidemiology dimostra che il disturbo post-traumatico da stress è causa, nei soldati tornati dal fronte di guerra, di un progressivo indebolimento della salute e di malattie spesso letali, come tumori, infarti e diabete.
Joseph Boscarino, insieme a un gruppo di ricercatori della facoltà di medicina della New York Academy, ha diviso 18.000 veterani del Vietnam in due gruppi, di cui uno affetto da disturbo post-traumatico da stress (Dpts) e l’altro no. Dal riscontro si è visto che ci sono notevoli differenze nei tassi di morte tra i due gruppi a oltre 30 anni dalla fine del conflitto. I soldati affetti da Dpts infatti, oltre a perire più frequentemente per incidenti, droga e suicidi, hanno un tasso di decessi più alto per malattie cardiache e cancro.
“L’eccesso di morti nei gruppi affetti da disturbo post-traumatico da stress - spiega Boscarino - dimostra che lo stress può uccidere”. Un recente rapporto mostra che i veterani israeliani, affetti da questo disturbo dopo i combattimenti del 1982 in Libano, hanno un tasso due volte superiore di ipertensione, ulcere, diabete e cinque volte più alto di malattie cardiache ed emicranie rispetto a quelli senza Dpts.
Secondo i ricercatori, il disturbo post-traumatico da stress è il meccanismo chiave che apre la porta ad altri traumi che indeboliscono lo stato di salute generale. Anche se non è ancora chiaro come. “L’incremento di mortalità riscontrato - aggiunge Boscarino - può essere legato a fattori biologici, psichici o comportamentali connessi con il disturbo post-traumatico da stress”.
Una spiegazione suggerita dagli scienziati è che l’ansia e la depressione abbiano un effetto negativo sul corpo, rendendo ad esempio il cuore più vulnerabile ai battiti irregolari o aumentando il rischio di coaguli. I veterani di guerra stressati spesso praticano uno stile di vita poco salutare, con fumo e alcol in eccesso, cosa che li rende più deboli di salute.
Nello studio di Boscarino, le differenze nei comportamenti dei fumatori non spiegano però la diversità dei tassi di morte per cancro tra i soldati con disturbo da stress e quelli senza.
Per Shaun Rusling, vice-presidente dell’associazione dei veterani della Guerra del Golfo e dei loro familiari, l’esposizione ad agenti biologici durante il conflitto può essere un fattore. “Ciò che è chiaro - sostiene - è che la guerra non fa bene. E questo è un fatto. Coloro che hanno combattuto dovrebbero avere la possibilità di fare più check-up durante tutta la loro vita”.(ANSA).
Tratto da ANSA 25/08/2005
Ricerca a cura di Carmelo D’AlessioData ultimo aggiornamento: Lunedì, 29 Agosto 2005 11:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2005/r2005_071.html