Un «calvario» per ottenere farmaci urgenti
Tratto da La Sicilia 23/08/2005
Nella sua condizione ce ne sono molti. Ma spesso sono tanti quelli che preferiscono «subire» ingiustizie per non rompere il «riserbo» sulle proprie vicissitudini. Magari cercando di darsi aiuto con la «catena delle solidarietà» anche all’interno delle loro famiglie, tra i conoscenti, ma si tratta pur sempre dell’arte di arrangiarsi. Che può andar bene per far tutto, ma dovrebbe indignare se ad essere costretti a cercare soluzioni per sbarcare il lunario sono dei soggetti deboli, resi ancora più deboli dalle malattie.
Un pensionato trapanese è uscito dal riserbo per raccontare la sua storia. È Vincenzo Iannello. Un passato, e un presente, e gli si augura ancora un lungo futuro, di sindacalista impegnato. È stato a capo degli edili della Cisl, adesso si occupa dei «pensionati» della quale categoria fa parte. Una brutta malattia lo ha costretto a tre autotrapianti, l’ultimo nel settembre del 2003, con il trapianto del modollo osseo donatogli dal fratello. La malattia gli ha provocato la comparsa del diabete. «Ma per una legge barbara – dice – non posso usufruire di più di 25 strisce al mese per fare gli esami. Tante me ne bastano solo per otto giorni, al mese ne consumo 90, dovendo fare il controllo della glicemia tre volte al giorno, per non incorrere nel coma diabetico».
In quanto a costi ogni mese deve scucire dalle sue tasche solo 70 euro per i controlli glicemici, «per non parlare dei medicinali – prosegue – alcuni non sono rimborsabili».
Il problema è serio. «Possibile – dice – che nessuno si sia mai messo nei panni di un pensionato che vive con la pensione minima e deve affrontare simili guai? Non ho intrapreseo questa inizaitiva di denuncia solo per una questione personale ma a nome e per conto di tantissimi altri che si trovano nelle stesse condizioni e che magari la malattia li ha tanto fiaccati da lasciarli incapace di denunciare. In provincia di Trapani siamo in centinaia in queste condizioni. A loro dico che bisogna fare un muro compatto per chiedere il rispetto dei nsotri diritti sacro santi. Lo Stato – prosegue Enzo Iannelo – è vero spende tanti quattrini, milioni di euro, per noi ammalati, e poi nemmeno pensano alle piccole spese che poi per noi diventano esorbitanti. Sulle piccole spese fanno i tagli e non è giusto». Iannello riconosce che nel campo sanitario lo Stato è presente con una determinata impronta di sostegno (e ricorda proprio il suo caso con l’intervento sovvenzionato dallo Stato), ma l’assistenza non può poi di colpo interrompersi.
R. G.
Tratto da La Sicilia Trapani, pag.46, 23/08/2005
Ricerca a cura di Guido SeuData ultimo aggiornamento: Mercoledì, 24 Agosto 2005 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2005/r2005_067.html