Alimentazione e nuovo point a Chiavari

Rubrica a cura di Bruno Monti

Tratto da il Corriere della Fontanabuona - Anno VIII n.65 (Aprile 2005)

L’alimentazione riveste un ruolo di primaria importanza nel soggetto diabetico, al punto che l’applicazione di un corretto regime alimentare viene definita in termini medici come terapia dietetica. Una dieta personalizzata, senza comportare sacrifici considerati inaccettabili, può raggiungere notevoli risultati terapeutici: in molti casi di diabete di tipo “2” essa può, anche da sola, permettere un buon controllo metabolico, mentre nel diabete di tipo “1” aiuta comunque a prevenire pericolose oscillazioni della glicemia. Uno dei problemi riscontrati nella quotidiana pratica medica è quello di ottenere una buona adesione del paziente alla terapia dietetica.

A tale scopo risulta molto utile che il “diabetico” conosca i fondamenti di una corretta strategia dietetica: sapere come e perché esistono certe indicazioni alimentari lo rende non più un semplice spettatore passivo del trattamento medico, ma una persona coinvolta attivamente in ogni aspetto, anche non farmacologico della sua terapia. Per raggiungere questo risultato è necessario impostare un efficace programma di educazione nutrizionale, sotto la diretta consulenza dello Specialista, in cui venga sottolineata l’importanza di una corretta alimentazione ai fini della prevenzione delle complicanze della malattia (vascolari, renali, visive, infettive) e del mantenimento di una ottimale qualità di vita.

In particolare, all’interno di un programma di Educazione Nutrizionale, può risultare efficace la partecipazione del diabetico a “Corsi Collettivi di Alimentazione”, contesto all’interno del quale si renderebbe possibile: 1) acquisire informazioni corrette rispetto alle proprietà dei nutrienti e la loro relazione con il diabete (per controllare i valori glicemici e per raggiungere e mantenere il peso corporeo nei limiti fisiologici); 2) confrontare le proprie nozioni alimenari con quelle fornite dallo Specialista, per confermare o sconfermare la validità del proprio comportamentoalimentare; 3) condividere insieme con gli altri pazienti le problematiche inerenti al comportamento alimentare; 4) condividere insieme con gli altri pazienti un percorso di crescita da un punto di vista del comportamento alimentare; 5) innescare un processo che porta i pazienti ad aumentare la loro motivazione ad intraprendere un corretto regime alimentare.

L’Associazione Volontaria Assistenza ai Diabetici è lieta di informare che è stato aperto un “Punto di incontro” in Largo Pessagno (ex cinema Astor) a Chiavari. L’attività di monitoraggio glicemico si svolgerà dal lunedì al venerdì (8.30 - 12.00). Personale qualificato sarà disponibile per consigli e problemi quotidiani del soggetto diabetico (burocrazia, prenotazioni, ritiro materiale monouso, leggi vigenti, normative, ecc.). Il Punto di incontro è anche un filo diretto con il Diabetologo per un consiglio in tempo reale ed un punto di appoggio psicologico per giovani, adulti, anziani.


Tratto da il Corriere della Fontanabuona - Anno VIII n.65 (Aprile 2005)
Ricerca a cura di Guido Seu

Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 12 Maggio 2005 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2005/r2005_039.html