ASCOLI PICENO - “La legge 40 limita la ricerca scientifica e la possibilità di cura per i cittadini, attenta alla libertà e alla salute della donna, toglie la speranza a milioni di malati e alle loro famiglie”
Il comitato referendario per i quattro si
di Federico Biondi - Tratto da Il Quotidiano della Provincia di Ascoli Piceno. Venerdì 29 aprile 2005
Il comitato per il referendum sulla fecondazione assistita indetto per il 12 e il 13 giugno 2005 ha organizzato una conferenza stampa Presso la Libreria Rinascita di Ascoli Piceno. L’incontro è stato presenziato dal presidente nazionale dell’associazione fibrosi cistica il dottor Gerardo Tricarico e hanno partecipato le associazioni cittadine, i cittadini e alcuni rappresentanti delle forze politiche.
Il referendum composto da quattro quesiti ha l’obiettivo di abrogare alcuni articoli della legge 40.
Il primo quesito: “per consentire nuove cure per malattie come l’Alzheimer, il Parkinson, le sclerosi, il diabete, le cardiopatie e i tumori”.
Il primo quesito abroga quattro brevi commi agli articoli 12, 13 e 14, consente la ricerca scientifica sulle cellule staminali di origine embrionali. Le staminali hanno la possibilità di rigenerare tutti i tessuti umani. Sono ricerche importantissime per arrivare alla cura di malattie diffusissime come il Parkinson, il diabete, l’Alzeheimer, i tumori.
Il secondo quesito: “per la tutela della salute della donna”.
Il secondo quesito abroga una serie di commi agli articoli 1,4,5, 6, 13 e 14 per tutelare la donna. In altre parole, elimina il limite dei tre embrioni e l’obbligo di impiantarli tutti insieme anche se malati; revoca il divieto di congelamento degli embrioni; elimina infine divieto per la donna di non revocare il consenso all’impianto. Grazie a questo quesito possiamo aiutare i malati di talassemia e di altre patologie ad avere bimbi sani.
Il terzo quesito: “per l’autodeterminazione e la salute della donna”.
Il terzo quesito abroga il 1° comma del 1° articolo, cancella la norma della legge che pretende di equiparare i diritti del concepimento a quelli dei genitori: nei paesi a ordinamento liberale, non c’è alcuna legge che riconosca l’embrione come persona giuridica.
Il quarto quesito: “per la fecondazione eterogenea”.
Il quarto quesito abroga alcuni commi degli articoli 4, 9 e 12, consente la fecondazione eterologa. Esso permette alle coppie non in condizione di procreare per patologie o condizioni sanitarie incurabili, di avere un figlio da amare, ricorrendo a un donatore di seme.
“Votare si per dare speranza alle donne, alle coppie, ai malati e alle loro famiglie, ai medici e ai ricercatori – dice il presidente dell’Aied Laura Olimpi – i cittadini devono comprendere quanto questo referendum può cambiare il futuro di ogni individuo”.
Dalla conferenza emerge che la legge 40 non è stata dibattuta in modo approfondito in Parlamento e non sono stati presi in considerazione nessuno degli emendamenti correttivi presentati nel corso della veloce discussione e conseguente approvazione.
La legge mostra dei limiti e pone dei divieti invece di regolamentare la fecondazione assistita. Allontana l’Italia dai paesi della comunità europea e crea dei conflitti con alcune leggi attualmente in vigore nel paese.
Tratto da Tratto da Il Quotidiano della Provincia di Ascoli Piceno. Venerdì 29 aprile 2005
Ricerca a cura di Carmelo D’AlessioData ultimo aggiornamento: Lunedì, 9 Maggio 2005 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2005/r2005_038.html