Informazione, efficienza e risorse, questa la strategia proposta dal Sottosegretario alla Salute Cesare Cursi per fronteggiare questa patologia
Sindrome metabolica troppi casi senza diagnosi
Tratto da dica33.it - 22 Aprile 2005
Risorse finanziarie, informazione, efficienza del sistema sanitario. Sono questi i punti chiave per la lotta alla sindrome metabolica e alle altre ‘malattie del benessere’ secondo il sottosegretario alla Salute Cesare Cursi, intervenuto ieri mattina al convegno sulla sindrome metabolica, in corso all’università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. “Per dichiarare guerra ai grassi e all’ipertensione abbiamo bisogno di risorse”, ha affermato il senatore Cursi. “Con l’accordo del 23 marzo della Conferenza Stato-Regioni - precisa - il Governo garantisce 88,2 miliardi di euro per la sanità”. Il problema delle risorse, secondo il sottosegretario, si affronta però anche riducendo i costi sanitari attraverso la prevenzione e l’informazione ai cittadini. “E’ molto importante, quindi - ha detto Cursi - la collaborazione dei medici di medicina generale. Occorre favorire un migliore rapporto tra i medici di base e i pazienti, ma anche tra gli stessi medici e le strutture ospedaliere del loro territorio. Così si potrebbe evitare, per esempio, l’abnorme afflusso ai pronto soccorso, cui a volte le strutture non sono in grado in rispondere”.
La ‘sindrome metabolica’ è una malattia in forte crescita che sta assumendo le caratteristiche di una vera e propria epidemia in occidente. In Italia colpisce il 30% della popolazione sopra i 40 anni e il 5% degli adolescenti, ma i casi ‘sommersi’ sono moltissimi. Sono troppe le mancate diagnosi, nonostante la malattia triplichi il rischio di infarto cardiaco e ictus cerebrale. Caratteristiche di questa malattia e anche campanelli d’allarme sono, infatti, una serie di disturbi come l’“obesità centrale” (circonferenza vita superiore a 102 cm nell’uomo, a 88 cm nella donna), livelli alti di trigliceridi, bassa percentuale di colesterolo HDL, ipertensione, glicemia a digiuno pari o superiore a 110 mg/dl. Quasi sempre, però, la presenza contemporanea di questi fattori di rischio viene sottovalutata o ignorata dai pazienti e a volte dagli stessi medici. E questo anche perché per la sindrome metabolica valori come quelli dei trigliceridi e della pressione sono inferiori ai normali valori massimi.
Per gli esperti, quindi, la parola d’ordine è l’informazione. “L’obiettivo dell’incontro - spiega il professor Alfredo Pontecorvi, direttore della cattedra di endocrinologia della Cattolica - è quello di riunire i maggiori esperti italiani di questa patologia per discutere le attuali conoscenze scientifiche e i comportamenti preventivi. Non a caso buona parte del convegno è dedicata alle strategie terapeutiche farmacologiche e non, queste ultime riguardano la modifica dello stile di vita”. Secondo obiettivo, poi, “è avviare - aggiunge Pontecorvi - una campagna di informazione per i medici e per l’opinione pubblica, per far sì che vi sia una sempre maggiore consapevolezza”. Secondo i dati illustrati da Enzo Bonora, docente di endocrinologia all’università di Verona, la sindrome metabolica si accompagna a un rischio doppio o triplo di sviluppare aterosclerosi carotidea e malattie cardiovascolari e a un rischio quadruplo di sviluppare il diabete mellito di tipo 2.
Tratto da dica33.it - 22 Aprile 2005
Ricerca a cura di Guido SeuData ultimo aggiornamento: Mercoledì, 4 Maggio 2005 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2005/r2005_033.html