Confermati gli scarsi benefici per tumori e malattie cardiovascolari

Dubbi sull’efficacia della vitamina E

Tratto da Tempo Medico N. 792, 9 Aprile 2005

Il sospetto dell’inefficacia della vitamina E nella prevenzione delle patologie tumorali e cardiovascolari, anche dopo somministrazione prolungata e a un dosaggio medio-alto, trova una conferma ulteriore e, a peggiorare il quadro, si aggiunge un possibile effetto negativo sulla funzionalità cardiaca. Lo dimostrano gli studi HOPE (Heart Outcomes Prevention Evaluation) e HOPE-TOO, sua prosecuzione, condotti dal dicembre 1993 al maggio 2003 e riproposti in una pubblicazione recente. Sostenuti da indagini epidemiologiche e sperimentali che hanno ipotizzato l’effetto deterrente degli antiossidanti su aterosclerosi e cancerogenesi, i due studi hanno valutato gli effetti della somministrazione quotidiana di 400 UI di alfa-tocoferolo acetato, la forma prevalente di vitamina E nell’uomo, sull’incidenza di tumori benigni e maligni, di eventi cardiovascolari maggiori (infarto del miocardio e ictus cerebrale) e di decessi associati a tali malattie.

“L’analisi da noi effettuata esclude in modo definitivo l’utilità della vitamina E nel contenere le complicanze dell’aterosclerosi e il rischio di tumore” commenta Eva Lonn, coautrice del lavoro e ricercatrice del Population Health Research Institute di Hamilton, in Canada. “I risultati sono avvalorati dalla durata di somministrazione dell’integratore, più prolungata rispetto ad altri studi, dal numero elevato di casi osservati (oltre 9.500 per lo studio HOPE e circa 4.000 per l’HOPE-TOO) e dall’omogeneità delle caratteristiche dei pazienti”.

I partecipanti erano tutti di età superiore ai 55 anni, con storia di patologie cardiovascolari o diabete mellito e una buona contrattilità cardiaca; su questi soggetti la vitamina E non ha mostrato risultati utili in termini di incidenza e mortalità dei tumori in sede prostatica, colorettale, orofaringea e gastrointestinale. La seppur minore frequenza di carcinoma polmonare, inoltre, non è risutata significativa dopo la valutazione statistica e non si è riscontrata alcuna efficacia sulla prevenzione di infarto del miocardio, ictus cerebrale, angina instabile e rivascolarizzazione miocardica.

Un altro dato da sottolineare è l’incremento del rischio d’insufficienza cardiaca osservato nel gruppo trattato, dedotto dalla diminuzione della frazione d’eiezione del ventricolo sinistro misurata con tecnica ecocardiografica. “L’associazione tra insufficienza cardiaca e la somministrazione di dosi medio-alte di alfa-tocoferolo acetato è inaspettata e suggerisce l’opportunità di riesaminare gli studi precedenti di valutazione del prodotto.I risultati ottenuti ci portano a sconsigliare l’integrazione alimentare con vitamina E nei pazienti affetti da patologie cardiovascolari e diabete mellito e riflettono la necessità di diffidare dei prodotti cosiddetti naturali, tra i quali le vitamine, a meno di un’efficacia provata”.

Come sottolineano in un editoriale di commento Greg Brown e John Crowley dell’Università di Washington, negli USA, i dati che dimostrano l’associazione tra lo stress ossidativo e l’insorgenza di alcune patologie come l’aterosclerosi e i tumori sono solidi e non sono messi in discussione dallo studio; secondo gli editorialisti vanno invece ripensate, alla luce di questi ultimi risultati negativi, le strategie preventive e terapeutiche.

di Velia Bandiera


Fonte: JAMA. 2005; 293: 1338 e 1387
Tratto da: Tempo Medico N. 792, 9 Aprile 2005
Ricerca a cura di Guido Seu

Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 21 Aprile 2005 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2005/r2005_028.html