Complicanze

Disfunzione erettile, diabete e cuore: che legame?

Tratto da Il Pensiero Scientifico Editore 31 Marzo 2005

La disfunzione erettile (DE) è frequentemente associata a diabete mellito e a malattie aterotrombotiche, come cardiopatia ischemica, ictus, arteriopatia obliterante cronica periferica, ateromasia carotidea. Di recente, nel paziente diabetico è stata anche descritta una associazione tra disfunzione erettile e ischemia miocardica silente angiograficamente accertata. Approfondisce la questione un articolo pubblicato dalla rivista Recenti Progressi in Medicina. Le implicazioni cliniche di tale correlazione potrebbero essere molto importanti, dal momento che alla disfunzione erettile potrebbe essere assegnato il ruolo di predittore di eventi cardiovascolari silenti o precoci, specialmente nel paziente diabetico.

Non si conosce la precisa prevalenza della DE nella popolazione generale. I motivi sono rappresentati dal fatto che parte dei soggetti affetti da DE tende a negarne la presenza, che gli studi epidemiologici di solito hanno analizzato popolazioni selezionate e che i criteri utilizzati per definire la DE sono stati molto differenti tra uno studio e l’altro. Questo spiega perché la prevalenza della DE riportata nei diversi studi è estremamente variabile, passando da percentuali di poco inferiori al 2 per cento a percentuali superiori al 50 per cento. In una casistica di 2010 maschi la prevalenza della DE era del 12,8 per cento, con un incremento della prevalenza nelle varie fasce d’età: nei soggetti di età inferiore ai 40 anni essa era circa il 2 per cento, per arrivare a percentuali prossime al 50 per cento in individui ultrasettantenni.

Tra i diabetici la prevalenza della DE risulta particolarmente elevata, anche prossima al 60 per cento. Recentemente è stato osservato su una popolazione di diabetici di tipo 2 a relativamente basso rischio cardiovascolare che la presenza della DE era fortemente ed indipendentemente associata a ischemia miocardica silente. L’ischemia miocardica era stata evidenziata con test ergometrico e successivamente confermata da una scintigrafia miocardica da sforzo. L’angiografia aveva poi documentato che l’ischemia era dovuta ad una significativa stenosi coronarica. Nei diabetici con ischemia silente la prevalenza di DE era risultata pari al 33 per cento, mentre tra i diabetici in cui la ischemia silente era stata esclusa con test ergometrico, eco-stress e ECG Holter delle 48 ore, la prevalenza della DE era di gran lunga più bassa, cioè inferiore al 5 per cento.

Se la relazione tra la DE e gli eventi aterotrombotici sembra abbastanza chiara, non altrettanto definiti appaiono i meccanismi fisiopatologici alla base di tale relazione. Il legame tra DE e aterotrombosi potrebbe anzitutto essere spiegato dal fatto che entrambe le condizioni condividono un quadro di fattori di rischio cardiovascolare. Infatti, sia l’aterotrombosi, che la DE riconoscono come fattori di rischio il diabete, l’ipertensione, il fumo di sigaretta, l’ipercolesterolemia, l’obesità. Di conseguenza, tali fattori di rischio potrebbero agire simultaneamente sui due versanti, da un canto determinando la DE e dall’altro promuovendo l’aterotrombosi.

“La presenza di disfunzione erettile dovrebbe essere sempre guardata con sospetto dal clinico, soprattutto quando si inscrive in un contesto di patologie a rischio cardiovascolare come il diabete, perché essa potrebbe rappresentare la spia molto precoce di una patologia su base atero-trombotica”, spiega Carmine Gazzaruso dell’IRCCS Fondazione Maugeri di Pavia, U.O. di Medicina Generale. “Futuri studi prospettici dovranno definitivamente chiarire se la DE debba essere aggiunta alla lista di predittori di eventi cardiovascolari. Inoltre, questi studi dovranno verificare l’esatto impatto che la DE ha nel condizionare l’incremento del rischio cardiovascolare dell’individuo, in relazione agli altri fattori di rischio cardiovascolare presenti”.


Fonte: Gazzaruso C. Correlazioni patogenetiche tra arteriosclerosi, diabete di tipo 2 e disfunzione erettile. Attuali vedute. Recenti progressi in medicina. 2005, 96(3): 155-58.
Tratto da: Il Pensiero Scientifico Editore 31 Marzo 2005 n. 791 - 29 Marzo 2005
Ricerca a cura di Guido Seu

Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 31 Marzo 2005 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2005/r2005_027.html