Studio choc sulla longevità: la vita si accorcerà i 2 e i 5 anni entro il 2050. I ricercatori : "Alcune patologie più gravi se colpiscono in età molto giovane". Un’inversione di tendenza rispetto ai progressi ottenuti negli ultimi due secoli

Obesità e diabete riducono la longevità degli americani

Repubblica - 18 Marzo 2005

Nei prossimi cinquanta anni l’aspettativa di vita degli americani si abbasserà dai due ai cinque anni e la colpa viene attribuita all’inarrestabile fenomeno dell’obesità.

A lanciare l’allarme - definito dalla Associated Press «drammatico» - è stata la rivista scientifica New England Journal of Medicine, che pubblica in un articolo di dodici pagine uno studio sulla longevità fatto dai ricercatori della University of Illinois guidati da S. Jay Olshansky.

Se oggi negli Stati Uniti si vive in media 77,6 anni, i figli e i nipoti dell’americano medio vivranno invece una vita lunga tra i 72 e i 75 anni, a meno che il problema dell’obesità non venga affrontato senza mezzi termini e risolto nel giro di qualche decennio.

Nonostante la moda del fitness e le campagne pubblicitarie, nonostante l’uso della palestra e dei cibi biologici, il numero degli obesi continua ad aumentare.

Sono colpite soprattutto le fasce più deboli della popolazione, i bambini e i giovani di famiglie che non possono permettersi cibi troppo raffinati, ma il fenomeno è presente in modo elevato nella middle class e anche tra i "ricchi".

Ne sono colpiti tutti quelli si cibano in prevalenza di fast-food, che bevono le soft-drink e che fanno sempre meno attività fisica anche per i tagli alle ore di ginnastica che ci sono stati un po’ in tutte le scuole. Secondo gli autori dello studio il problema della obesità negli adulti ha già ridotto di un arco di tempo variabile tra i quattro e i nove mesi l’attuale speranza di vita negli Stati Uniti.

Uno dei ricercatori, David Ludwig, scende nel dettaglio: due terzi degli americani adulti sono sovrappeso ed obesi e un terzo si può definire obeso; più del trenta per cento dei bambini che vivono negli Stati Uniti sono troppo grassi e l’obesità tra gli adolescenti è raddoppiata negli ultimi venticinque anni; il numero dei bambini colpiti da diabete è aumentato di dieci volte negli ultimi venti anni.

«Una cosa è che un adulto tra i 45 e i 55 anni sviluppi un diabete di tipo 2 - dice il dottor Ludwig - e che debba quindi affrontare le complicazioni che ne seguono (attacco di cuore, malattie delle reni, infarti) in un età tra i sessanta e i settanta anni.

Un’altra cosa, terribile, è che bambini obesi di quattro, cinque o sei anni sviluppino un diabete di tipo 2 a quattordici o sedici anni con la possibilità di avere complicazioni devastanti prima di arrivare ai trent’anni».

Lo studio è in aperto contrasto - e i ricercatori lo sottolineano - con altre ricerche secondo cui «analizzando la tendenza storica alcuni scienziati ritengono che l’aspettativa di vita nel 2060 sarà di cento anni».

A dimostrazione di come sia difficile fare previsioni in questo campo la ricerca del New England Journal of Medicine cita uno studio delle Nazioni Unite in cui l’aspettativa di vita di cento anni in molti paesi si avrà solo nel 2300 e le analisi della Social Security Administration, l’organo che si occupa delle pensioni negli Stati Uniti, secondo cui entro la fine del secolo gli americani avranno una aspettativa di vita superiore agli ottanta anni.

Dopo essere rimasta relativamente stabile negli anni Sessanta e Settanta, l’obesità tra gli adulti è cresciuta del 50 per cento ogni decennio negli anni Ottanta e negli anni Novanta.

Negli Stati Uniti il 28 per cento degli uomini, il 34 per cento delle donne e quasi il 50 per cento delle «donne nere non ispaniche» sono attualmente obesi.

Per non generalizzare troppo la ricerca divide i risultati per razza e sesso.

Secondo i ricercatori l’obesità produrrà una brutale inversione di tendenza rispetto ai progressi raggiunti negli ultimi due secoli dall’umanità. Negli ultimi duecento anni - a parte i periodi di guerre, epidemie e altri fenomeni di distruzione naturale - c’è sempre stato un progressivo allungamento della durata della vita e secondo Olshanky l’impatto negativo della obesità sulle aspettative di vita supererà quello di tutti i tipi di cancro e di malattie del cuore sommate fra loro.


Tratto da Repubblica 18 Marzo 2005

Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 21 Marzo 2005 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2005/r2005_021.html