Nota della redazione di Progetto Diabete: pubblichiamo questo articolo nella nostra rassegna stampa per dovere di informazione, anche se riteniamo prematuro ogni commento su quanto riportato finché non sarà disponibile l’articolo originale pubblicato sulla rivista New England Journal of Medicine. Nell’attesa, vista anche l’imprecisione nella definizione del tipo di diabete “insulino-resistente (o mellito)” ci sembra che la prudenza sia più che necessaria. Avendo assistito troppe volte ad annunci sensazionalistici sulla cura del diabete, poi ridimensionati dai fatti, , ci riserviamo quindi di commentare in un secondo momento la notizia con dati più precisi ed attendibili.
Scoperta, del tutto casuale, di un gruppo di medici veronesi. La paziente non ha più bisogno di insulina. Presto partirà la ricerca
Malata di diabete guarisce con un farmaco anti-leucemia
Tratto da Repubblica - 9 Marzo 2005
ROMA - Un farmaco utilizzato contro la leucemia si è dimostrato efficace nella cura del diabete. La scoperta, del tutto casuale, è italiana e sarà pubblicata domani sul New England Journal of Medicine. La paziente era stata trattata con il farmaco che ha rivoluzionato la cura di alcune leucemie, il Gleevec.
L’osservazione è dei ricercatori dell’Azienda ospedaliero-Universitaria di Verona, Dino Veneri dell’Unità operativa di ematologia diretta da Giovanni Pizzolo, Massimo Franchini del Servizio trasfusionale diretto da Giuseppe Aprili ed Enzo Bonora, ordinario di Endocrinologia dell’università di Verona e responsabile del Servizio di diabetologia dell’Azienda ospedaliera.
Quella della donna italiana è una storia funestata da due gravi malattie ma con un lieto fine: la donna infatti era già malata da molti anni di diabete insulino-resistente (o mellito) ed era in trattamento con insulina quando i medici le hanno diagnosticato una leucemia mieloide cronica.
Sottoposta alla terapia con il Gleevec (Imatinib) per la cura della leucemia, in pochi mesi non ha più avuto bisogno della terapia insulinica ed ha avuto la regressione del diabete. Ora la paziente mantiene livelli glicemici soddisfacenti solo conseguendo un certo regime alimentare, tanto che una diagnosi di diabete non è più sostenibile.
Adesso bisognerà andare a fondo delle basi di questa nuova stupefacente azione del Gleevec, ma dati recenti dimostrano che ci sono meccanismi di controllo comuni che regolano il metabolismo del glucosio, i processi responsabili dell’arterosclerosi e quelli coinvolti nello sviluppo dei tumori.
Si può quindi ipotizzare, ha dichiarato Bonora, che farmaci attualmente utilizzati per la cura di tumori come la leucemia mieloide cronica possano trovare applicazione anche per la cura di malattie metaboliche come il diabete e delle patologie cardiovascolari.
Adesso, ha concluso l’endocrinologo, c’è il progetto di avviare una ricerca in questo campo, sia in laboratorio su cellule in vitro, sia a livello clinico sui pazienti.
Tratto da Repubblica - 9 Marzo 2005
Ricerca a cura di Carmelo D’AlessioData ultimo aggiornamento: Giovedì, 10 Marzo 2005 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2005/r2005_013.html