Domani
Scoperta la «seconda insulina»
di Luigi Ripamonti - Tratto da Corriere Salute - 13 febbraio 2005
Una seconda svolta decisiva per le cure del diabete di tipo II. Potrebbe essere quella impressa dalle ricerche di studiosi dell’Università di Osaka. I ricercatori hanno infatti scoperto quella che potrebbe essere chiama la «seconda insulina».
La molecola, battezzata visfatina, è prodotta dsal fegato (in particolare dalle cellule grasse che vi si accumulano) ed è in grado di legarsi allo stesso recettore cellulare su cui agisce l’insulina, producendo, sembra, sostanzialmente gli stessi effetti, cioè favorendo il passaggio del glucosio dal sangue all’interno delle cellule, dove viene utilizzato come fonte di energia. In diversi esperimenti gli studiosi di Osaka hanno infatti osservato che gli animali privi del gene che produce il nuovo ormone muoiono rapidamente, e che quelli che ne possiedono invece una versione poco funzionante (e quindi producono meno visfatina del normale), hanno un tasso di glucosio nel sangue molto alto. L’aspetto più interessante della scoperta è che la visfatina si lega allo stesso recettore dell’insulina, ma a una porzione diversa del medesimo. E ciò potrebbe aprire notevoli prospettive per le cure del diabete II.
Infatti, mentre il diabete I (giovanile) è dovuto a una mancanza di insulina, quello di tipo II, è causato almeno in buona parte, da una ridotta capacità dell’insulina a legarsi ai recettori cui è destinata. E in questo caso si potrebbe pensare di «rimediare» somministrando visfatina, oppure realizzando farmaci capaci di legarsi alla sua porzione recettoriale.
Abstract dell’articolo originale Apparso su Science
Visfatina: una proteina secreta dal grasso viscerale che mima gli effetti dell’insulina
di Atsunori Fukuhara, Morihiro Matsuda, Masako Nishizawa et al. - Traduzione a cura di Guido Seu
I tessuti grassi producono una varietà di proteine secrete (le adipocitochine) che giocano importanti ruoli nel metabolismo. Abbiamo isolato una adipocitochina identificata recentemente, la visfatina, che viene prodotta abbondantemente nel grasso viscerale sia degli umani che dei topi e il cui livello plasmatico aumenta durante lo sviluppo dell’obesità. La visfatina corrisponde ad una proteina identificata precedentemente come pre–B cell colony-enhancing factor (PBEF - fattore di crescita delle colonie di cellule pre-B), una citochina del peso di 52 chilodalton espressa nei linfociti. La visfatina esercita effetti che mimano quelli dell’insulina nelle cellule coltivate ed abbassa i livelli plasmatici di glucosio nei topi. I topi eterozigoti per una mutazione mirata nel gene della visfatina avevano livelli di glucosio plasmatico leggermente più alti dei loro consimili. Sorprendentemente, la visfatina si lega ed attiva il recettore dell’insulina. Ulteriori studi sul ruolo fisiologico della visfatina potranno condurre a intuizioni sulla omeostasi del glucosio e/o nuove terapie per le malattie del metabolismo come il diabete.
Tratto da Corriere Salute - 6 febbraio 2005
e Science. Vol 307, Issue 5708, 426-430, 21 January 2005
Ricerca a cura di Anna ManettiData ultimo aggiornamento: Venerdì, 18 Febbraio 2005 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2005/r2005_008.html