Alimentazione e stili di vita

Obesità e diabete tipo 2 in agguato per i frequentatori assidui di fast food restaurant

Ministero della Salute - Direzione Generale della Comunicazione e Relazioni Istituzionali
Ufficio II - Dipartimento della Comunicazione e della Prevenzione
- Gennaio 2005

La prevalenza del sovrappeso esige, nei Paesi industrializzati, sempre maggiori tributi in termini di vite umane e di bilancio (nei soli Stati Uniti il super size è responsabile di 300.000 decessi e di una spesa sanitaria pari a 100 miliardi di dollari ogni anno).

Nel contesto degli approfondimenti finalizzati a chiarire le cause del fenomeno ed individuare le possibili strategie di prevenzione, i ricercatori USA hanno condotto lo studio CARDIA (Coronary Artery Risk Development in Young Adults), un follow up destinato a mettere a fuoco l’associazione tra consumo di fast food, modificazioni del peso corporeo ed omeostasi dell’insulino resistenza.

Lo studio, della durata di 15 anni, è stato condotto su 3031 giovani di entrambi i sessi, di età variabile da 18 a 30 anni negli anni 1985-86, periodo di inizio del follow up, sui quali sono state eseguite ripetute valutazioni del profilo dietetico.

L’associazione tra frequenza di pasti presso i fast food restaurant, alla baseline e durante il follow up, e variazioni del peso corporeo e dell’insulino resistenza (modello HOMA) al termine dello studio sono state calcolate mediante modelli di regressione lineare multipla.

A seguito dell’aggiustamento dei fattori relativi allo stile di vita, è emersa un’associazione diretta tra la frequenza di fast food e variazioni del peso corporeo e dell’insulino resistenza, sia alla baseline che durante il follow up.

Sulla base delle abitudini alimentari registrate alla baseline e nel corso del follow up sono stati selezionati due gruppi: il primo contraddistinto da frequenza di pasti presso i fast food restaurant inferiore a una volta per settimana; il secondo con frequenza bisettimanale. I soggetti del secondo gruppo erano caratterizzati da peso superiore di 4 – 5 chili ed insulino resistenza due volte maggiore rispetto ai componenti del primo.

In conclusione, secondo la ricerca, i fast food meals sono responsabili di aumenti del peso e dell’insulino resistenza e, quindi favoriscono l’obesità e il diabete tipo 2.

Lo studio è pubblicato da The Lancet del primo gennaio.


Tratto da Ministero della Salute - Direzione Generale della Comunicazione e Relazioni Istituzionali - Ufficio II - Dipartimento della Comunicazione e della Prevenzione
Fonte: “Fast-food Habits, Weight Gain, and Insulin Resistance (The CARDIA Study): 15-Year Prospective Analysis”. Mark Pereira, Alex I. Kartashov, Cara B. Ebbeling, Linda Van Horn, Martha L. Slattery, David R. Jacobs, Jr., David S. Ludwig. The Lancet, January 1, 2005.
Ricerca a cura di Guido Seu

Data ultimo aggiornamento: Domenica, 23 Gennaio 2005 19:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2005/r2005_003.html