Medicina. Progetto internazionale per la prevenzione
Il Brotzu centro pilota nella lotta al diabete
di Laila Di Naro - L’Unione Sarda - Domenica 16 Gennaio 2005
Una nuova scommessa della medicina moderna: potrebbe essere possibile prevenire il diabete di tipo 1 da quando si nasce. Cagliari è stata scelta insieme a Roma come centro pilota per una ricerca scientifica mondiale che vede impegnati i pmaggiori ricercatori di 73 centri specializzati sparsi in tutto il mondo nella prevenzione primaria del diabete tipo 1, quello tipico di chi deve fare giornalmente l'insulina per sopravvivere.
La ricerca. Anche su Internet tutte le informazioni
A livello mondiale il Trigr (come viene chiamato il progetto internazionale) si prefigge di studiare almeno 2032 neonati a rischio. Per raggiungere questo numero sarà necessario studiare in tutto il mondo almeno 8000 famiglie. «Non si può azzardare alcun responso», sottolinea Marco Songini, responsabile per il Trigr a Cagliari: «In Sardegna ci prefiggiamo di reclutare 30 neonati a rischio in due anni. I controlli di questi bambini, invece, dureranno 10 anni».I medici sperano che i risultati confermino una riduzione dei nuovi casi di diabete di tipo 1. Abbiamo bisogno- assicura Songini- di una collaborazione più stretta con i pazienti e con i medici. E soprattutto che le persone a rischio ed interessate ci consultino anche per semplici informazioni». Per maggiori informazioni si possono visitare i seguenti siti:
www.asris.org/progetti/trigr.htm o www.trigr.org.
Oppure ci può si rivolgere direttamente ai cellulari 3476818788 e 3471036371. L. D. N.Il progetto
“Trigr” è il nome di questo primo progetto unico a livello internazionale, che coinvolge anche la Sardegna perché è la seconda regione al mondo, dopo la Finlandia, con maggior rischio di diabetici affetti da questa patologia e ritenuta una delle malattie croniche più diffuse dell'infanzia. Nell'Isola si registrano ogni anno 38 nuovi casi di diabete ogni 100 mila bambini fino ai 15 anni. Cioè: circa 120 bambini diagnosticati ogni anno. Per questo motivo, per capire e prevenire, il progetto è rivolto soprattutto alle donne in gravidanza. I soggetti che vengono reclutati per questa ricerca sono i neonati di madre, padre o fratelli affetti da diabete tipo 1, quelli maggiormente a rischio. «Lo studio si basa sull'ipotesi» spiega Marco Songini, responsabile per il Trigr a Cagliari e direttore di Diabetologia al Brotzu, «che il latte vaccino somministrato nei primissimi mesi di vita potrebbe essere in qualche modo diabetogeno. Nella ricerca verranno monitorati due tipi di bambini a rischio genetico: quello che prende esclusivamente latte non vaccino e l'altro che assumerà latte convenzionale. Nel primo, stando alle nostre ipotesi scientifiche, si dovrebbe osservare una significativa diminuzione dell'incidenza di diabete di tipo 1 rispetto all'altro gruppo di controllo». Lo scopo ultimo del progetto è contribuire alla prevenzione dei soggetti a maggior rischio di diabete di tipo 1 e alla conseguente riduzione di morbilità, mortalità e costi sociali legati a questa malattia. Il Trigr è un nuovo approccio e ha bisogno di una maggior diffusione.Scambio culturale
Al Brotzu, tra una visita e l'altra, c'è anche Katrina Koski, ricercatrice nutrizionista finlandese arrivata in Sardegna per uno scambio culturale. «La Sardegna ? assicura la dottoressa - rappresenta un eccellente modello di studio, e registriamo una grandissima partecipazione da parte dei colleghi».In Finlandia
Cifre da capogiro sono anche quelle dei diabetici finlandesi che denunciano valori di incidenza poco superiori a quelli dei sardi: circa 50 su centomila fino ai 15 anni, sono i nuovi casi registrati ogni anno. In Finlandia il progetto è partito da due anni. E sono già contenti. «Da noi- dice la dottoressa Koski - per testare l'ipotesi della eventuale diabetogenicità delle proteine del latte vaccino e della fattibilità di un intervento, è stato condotto un primo studio pilota su 20 neonati con l'obiettivo di valutarne gli aspetti logistici e la salute dei neonati sottoposti alla dieta modificata». Risultati promettenti. Si riparte. Al secondo pilot study finlandese lievitano i numeri: sono stati reclutati 521 neonati dei quali 476 sono stati tipizzati geneticamente e tra questi ultimi 208 sono risultati ad alto rischio. Il medico finlandese ha avuto modo di visitare l'ospedale Brotzu e di verificare l'alto livello di professionalità e tecnologia a disposizione del primo nosocomio cittadino e della Sardegna. «Ho avuto modo di parlare con diversi colleghi italiani», dice la dottoressa Koski: «esistono molti problemi comuni legati all'incidenza di certe malattia come, per esempio, il diabete. E per questo è molto importante mettere a confronto le nostre esperienze con le vostre per arrivare a una collaborazione sempre più stretta».
Tratto da Unione Sarda, Domenica 16 Gennaio 2005
Ricerca a cura di Guido SeuData ultimo aggiornamento: Mercoledì, 19 Gennaio 2005 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2005/r2005_002.html