Attenti a non «strozzare» la generosità

da Corriere della Sera - domenica 5 Dicembre 2004

Nel corso del mese di novembre i cittadini italiani sono stati mobilitati per la giornata nazionale del diabete e per quella delle malattie del fegato, per le settimane della prevenzione dei tumori della prostata, per la prevenzione e ricerca di tutti i tumori, per la lotta alla sclerosi multipla e contro l’Aids. E abbiamo citato soltanto le più importanti. A ottobre si è verificato lo stesso “affollamento”. In arrivo a dicembre la settimana andrologica, la giornata delle malattie mentali e la maratona di Telethon, oltre a centinaia di iniziative “natalizie” nelle piazze. Si tratta di lodevoli iniziative, alle quali gli italiani rispondono con un’attenzione e una generosità certamente superiore a quella di uno stato che “dimentica” di versare la quota promessa al Fondo globale per la lotta all’Aids, facendosi redarguire da mezzo mondo. Il Corriere Salute, per compito per così dire istituzionale, ha riferito (e in qualche caso promosso) queste manifestazioni, ma non passa giorno senza che i lettori o i telespettatori non siano richiamati dai quotidiani o dalle trasmissioni Tv più importanti a nuovi slanci di generosità. Gli obbiettivi di tali iniziative sono sostanzialmente due: informare la popolazione sulla prevenzione, i fattori di rischio, le diagnosi precoci delle diverse malattie e la raccolta di fondi per promuovere la ricerca e mantenere le stesse associazioni promotrici. Ora non c’è dubbio che il blob mediatico che si sta verificando rischia di compromettere entrambi gli obbiettivi. Sul piano della comunicazione l’eccesso di messaggi rischia di rendere incomprensibili gli stessi, con in più un preoccupante effetto di “al lupo, al lupo”, che può svalutarne i contenuti. Sul piano economico è evidente che gli italiani più di tanto non possono dare e che la dispersione non fa bene a nessuno, soprattutto se si verificano fenomeni di “concorrenza” tra diversi promotori e se l’affollamento induce a campagne sempre più impegnative (e costose). Che cosa si può fare allora? È certamente da scartare una regolamentazione “dall’alto”, perché il valore di queste iniziative, che nascono dal lavoro e dalla passione di tante persone, sta proprio nel suo esprimersi dal basso, distinguendosi per questo da ciò che può essere proposto a livello istituzionale. Ma certamente si impone a tutto il mondo del volontariato un momento di riflessione, che porti magari a una sorta di autoregolamentazione, ad alleanze, ad unire gli sforzi anziché disperderli, per valorizzare al massimo energie e risorse. Per non strozzare la generosità.


Tratto da Corriere della Sera, domenica 5 Dicembre 2004
Ricerca a cura di Guido Seu

Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 9 Dicembre 2004 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2004/r2004_013.html