Scatta una campagna di sensibilizzazione, domenica in piazza Martiri della Libertà controlli gratuiti ed esperti a disposizione

Un teramano su quattro è iperteso

Il primario di Nefrologia, Del Rosso: «Spesso si sottovaluta il problema»

di Teodoro Poeta

da Il Messaggero, Abruzzo - 23 Novembre 2004

Oltre settantamila teramani a rischio infarto, ictus o malattie cardiovascolari perchè sofferenti di ipertensione arteriosa. Fumo, diabete, colesterolo e sovrappeso sono solo alcuni dei fattori che possono causare l’ipertensione arteriosa. Un «assassino silenzioso», come lo definisce Goffredo Del Rosso, primario del reparto di nefrologia e dialisi dell’ospedale Mazzini ed esperto di ipertensione, perchè si tratta di una malattia che si manifesta silenziosamente. «L’ipertensione arteriosa non è altro che la pressione alta nel sangue - spiega il primario -. Detta in questi termini potrebbe sembrare una cosa da poco conto, ma non è assolutamente da sottovalutare, visto che in Italia ne soffrono oltre quattordici milioni e mezzo di persone e nella nostra provincia oltre settantamila». Un dato, quello teramano, che preoccupa ancora di più, se si considera che solo una minima percentuale di quei settantamila sa di essere iperteso. «Mancanza di informazione - aggiunge Del Rosso - che aggrava sempre di più la situazione». Ed è proprio in quest’ottica che, ieri, si è aperta la settimana nazionale contro l’ipertensione arteriosa che prevede, domenica, in piazza Martiri, l’allestimento di un meeting-point con un ambulatorio per la misurazione arteriosa gratuita ed un angolo con esperti che risponderanno alle domande. «L’ipertensione arteriosa provoca molti più morti di quanti se ne possano immaginare - evidenzia il primario -. I soggetti meno a rischio sono i giovani e le donne in età fertile, ma l’aumento del fumo e dell’obesità proprio in queste due fasce li espone sempre di più». Infarti, ictus e malattie cardiovascolari sono i veri spettri dell’iperteso. Resta, però, incomprensibile come mai tra i teramani ipertesi, solo il 25% tiene sotto controllo i valori della pressione. «Il primo controllo dovrebbe essere effettuato proprio dal medico di famiglia - fa notare Del Rosso -. Purtroppo, spesso, anche chi sa di essere iperteso sottovaluta il problema ed è chiaro, quindi, che sul territorio c’è bisogno di una fitta campagna di sensibilizzazione, che cercheremo di far partire da piazza Martiri, domenica». «Anche perchè - conclude - la prevenzione giova sia al paziente che alla sanità, là dove la maggiore spesa sanitaria viene proprio dalla cura dei pazienti che hanno avuto un ictus e sono rimasti paralizzati».


Fonte: Il Messaggero, Abruzzo - 23 Novembre 2004
Ricerca a cura di Guido Seu

Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 2 Dicembre 2004 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2004/r2004_011.html