Medicina
Si chiama “diabesity” l’epidemia del millennio
da Il Gazzettino, Sabato 6 Novembre 2004
Roma. Secondo gli esperti di medicina, si chiama diabesity l’epidemia del XXI secolo che affligge anche gli italiani. Un mix indissolubile di diabete e obesità che lega a doppio filo l’80% dei malati di ciascuna patologia che inevitabilmente si ammaleranno anche dell’altra. Tutta colpa degli stili di vita all’Occidentale fatti di sedentarietà, eccessi alimentari, fumo. Anche se per alcuni esiste una predisposizione genetica. A questo tema di salute pubblica è dedicato il meeting europeo “Diabesity: gene background and lifestyle”, che si svolge da oggi nell’aula congressi dell’Università Cattolica di Roma.
«L’Italia sta per diventare un paese di “invalidi-obesi”, con tutte le malattie correlate a questo stato patologico, prima tra tutte il diabete di tipo 2», spiega in una nota Geltrude Mingrone, dell’Istituto di medicina interna della Cattolica e promotrice dell’incontro. «La diffusione del diabete - continua - sta crescendo a dismisura. Ed è dimostrata da una forte correlazione fra obesità e diabete che, inoltre, non è esente da conseguenze sul piano economico e sociale».
L’ateneo romano è all’avanguardia nelle ricerche sul diabesity con l’istituzione, già nel 2001, dell’European Chapter of The American College of Nutrition, una società scientifica parte integrante dell’Istituto di medicina interna del policlinico universitario Agostino Gemelli.
«A differenza di quanto accade in Nord America e Nord Europa, dove i problemi di salute causati da questo complesso di patologie cominciano a essere affrontati con decisione - continua l’esperta - in Italia l’obesità viene sottovalutata nelle famiglie e nella società».
La Mingrone ricorda che il diabesity è una malattia cronica, che non scompare ma si cura. «Anche i bambini, purtroppo, non ne sono immuni. Un’importante causa di diabesity in età pediatrica è la scorretta alimentazione già a partire dalla vita intrauterina.
Un’alterazione nutrizionale in corso di gravidanza - conclude - può determinare la trasmissione al feto di una predisposizione al diabesity».
Fonte: Il Gazzettino, Sabato 6 Novembre 2004
Ricerca a cura di Guido SeuData ultimo aggiornamento: Giovedì, 11 Novembre 2004 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2004/r2004_008.html