Statistiche: Le regioni dei «Matusalemme» sono Veneto, Marche, Emilia Romagna, Friuli e Toscana

Nel belpaese si allunga la vita

Nel corso di mezzo secolo è cresciuta in media di 15 anni: record in Europa

da L’Arena di Verona, Domenica 17 Ottobre 2004

Genova. L’Italia è il Paese in Europa che ha «regalato» più anni di vita ai suoi abitanti negli ultimi 50 anni, conquistando il quarto posto nella graduatoria europea di longevità, dopo San Marino, Svizzera e Svezia. Tra le regioni dove si vive di più e meglio: le Marche, l’Emilia Romagna, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e la Toscana. I dati sono stati diffusi al 41° Congresso della Società nazionale degli igienisti (Siti), a Genova dove gli specialisti hanno però evidenziato i molti problemi ancora da risolvere.

Dal 1960 al 2002 in Italia si è allungata la vita più di ogni altro Paese europeo: 12,9 anni in più per gli uomini e 15,4 in più per le donne. «Ma se non cambiamo i nostri stili di vita, dall’alimentazione al fumo, dall’alcool ai comportamenti sessuali e non difendiamo l’ambiente - avvertono i presidenti Giovanni Renga e Pietro Crovari - rischiamo di perdere ciò che abbiamo conquistato».

Secondo il rapporto Osservasalute 2004 dell’Istituto di igiene dell’Università Cattolica di Roma, illustrato dal professor Walter Ricciardi, un bambino che nasce oggi in Italia ha una speranza di vita di 76,8 anni se maschio e di 82,9 anni se femmina e per quanto riguarda coloro che oggi hanno raggiunto i 65 anni, le loro aspettative sono di ulteriori 19 anni circa.

Ci sono poi regioni, ha proseguito Ricciardi, come le Marche, l’Emilia Romagna, il Veneto, il Friuli Venezia Giulia e la Toscana, «che hanno una tradizione storica civica attenta al benessere del cittadino, servizi socio-sanitari che funzionano, un’economia più mirata al terziario e all’agricoltura che all’industria pesante, oltre ad un benessere distribuito equamente sul territorio, dove si vive bene e più a lungo».

Maglia nera invece alla Campania, dove i nati nel 2002 hanno un’aspettativa di vita di 75,4 per gli uomini e 81,2 per le donne, e la Sicilia (76,6 maschi e 81,9 donne). Comunque si vive meglio al Centro-nord che al Sud e, tra le regioni del Nord, meglio quelle del Nord-est.

Ma non sono pochi i problemi che devono essere ancora risolti e che minacciano le conquiste già raggiunte. Tra le principali insidie, quelle nascoste nel cibo. Ignari mangiamo fragole trattate con l’antimuffa, gamberetti colorati e peperoncini dipinti, senza contare poi la scarsa igiene nel trattamento non industriale degli alimenti che può condurre a malattie infettive, allergie, intossicazioni e neoplasie. A questo si aggiunge un cattivo stile di vita a tavola che può condurre a malattie cardiovascolari, al diabete, all’obesità, al cancro.

Micce accese nella polveriera Italia sono l’inquinamento, che richiede piani di risanamento pluriennali, lo smaltimento dei rifiuti legato anche all’emergenza topi, la qualità dell’acqua. Tuttavia, nell’infelice graduatoria dei principali fattori di morte per malattie degenerative come il cancro, al primo posto si attesta sempre il fumo


Fonte: L’Arena di Verona, Domenica 17 Ottobre 2004
Ricerca a cura di Guido Seu

Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 3 Novembre 2004 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2004/r2004_006.html