Alimentazione
I nostri bambini a rischio: uno su tre è obeso
da Il Messaggero, Domenica 17 Ottobre 2004
di Giacinto MiggianoMeno frutta e verdura a tavola significa impoverire la dieta. Le conseguenze possono essere gravi. Mangiare in modo squilibrato e “monotono” cibi troppo calorici, ricchi di grassi e zuccheri, mette a rischio la salute. L’obesità ha raggiunto proporzioni epidemiche e può produrre serie patologie: alterazione del metabolismo, diabete, ipertensione, con problemi di natura venosa e cardiovascolare, affaticamento della colonna vertebrale. A ciò si aggiungono problemi di carattere psicologico. Soprattutto il bambino può avere difficoltà di relazione con i compagni di scuola. Basta lo scherno, o peggio ancora il rifiuto, per far scattare la depressione e la disistima.
Non conosco l’indagine presentata in occasione della giornata mondiale sull’alimentazione promossa dalla Fao, ma il calo del 10% preoccupa. Se gli italiani consumano soltanto 400 grammi al giorno, tra verdure e frutta, siamo al limite della soglia necessaria indicata dall’Oms. Un calo, questo, che preoccupa. Le cause? Essendo avvenuto in un anno è stato prodotto da cause sociali. Anzi, economiche. I prezzi di frutta e verdura sono quantomeno poco invitanti. Stavolta non si possono mettere sul banco degli imputati i comportamenti alimentari perché un anno è un tempo troppo breve per modificare la dieta degli italiani. A tavola il cambio delle abitudini, nel bene o nel male, richiede tempi lunghi. Comunque, vorrei fare una considerazione: non è necessario acquistare i frutti o le verdure più costose.
Le proprietà nutrizionali non sono direttamente proporzionali ai prezzi sul cartellino. L’importante è non far mancare sulla propria tavola i generi che danno fibre, vitamine, sali minerali, acqua e agenti antiossidanti, questi ultimi con effetti protettivi e preventivi nei confronti di tante patologie. Per ridurre la spesa ci si può rivolgere anche ai prodotti surgelati, possono sostituire quelli freschi, senza perdere in proprietà nutrizionali. Quanto alle quantità, l’Oms e le Organizzazioni scientifiche raccomandano 5 porzioni nell’arco della giornata. Due di verdure, cotte o crude, nei due pasti principali. E tre di frutta, come spuntini, per evitare gli snack che apportano troppe calorie e che favoriscono la comparsa del sovrappeso. In ogni caso, parlando della popolazione, non è prescrittiva l’indicazione di mangiare la frutta lontano dai pasti. Può essere assunta anche a fine pasto.
La prevenzione deve iniziare proprio da bambini. La cattiva alimentazione dei piccoli predispone all’obesità degli adulti. Le statistiche più recenti dicono che 1 ragazzo su 4 è sovrappeso e 1 su 10 obeso. Le cause sono genetiche, fisiologiche e ambientali. Sovrappeso e obesità sono conseguenza di uno sbilanciamento fra l’apporto calorico e il consumo energetico. Per combattere questo squilibrio e la tendenza a mangiare male l’azione della scuola è fondamentale: la mensa, infatti, può diventare un momento educativo.
*Direttore del Centro di Ricerche nutrizionali dell’Università Cattolica di Roma
Fonte: Il Messaggero, Domenica 17 Ottobre 2004
Ricerca a cura di Guido SeuData ultimo aggiornamento: Mercoledì, 27 Ottobre 2004 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2004/r2004_005.html