Cronaca

A Fossano ha pagato anche il «il suolo pubblico»

da La stampa, Venerdì 1 Ottobre 2004 - “Cuneo”

di Alberto Prieri

Una sedia pieghevole di stoffa colorata, di quelle da pic nic, la fisarmonica e un cartone dove tenere fogli vari e qualche documento, tra cui l’autorizzazione per l’occupazione del suolo pubblico. «Ho preferito presentare domanda in Comune per stare tranquillo mentre suono» racconta Marin Hariton, rumeno che dal 1995 viene periodicamente in Italia. Vive suonando nei giorni di mercato a Savigliano, Saluzzo e Fossano. Qui ha chiesto la normale autorizzazione, come fosse un ambulante come tutti gli altri. «Non ho dovuto pagare molto» dice. A suo carico ci sono un paio di marche da bollo e una tariffa esigua, dato che lo spazio utilizzato è di appena un metro quadrato, la soglia minima per l’applicazione della tassa. In genere si sistema in via Garibaldi, di fronte all’ingresso delle Elementari dell’ex convitto civico. «Non voglio dare fastidio ai commercianti, qui non ci sono banchi e posso suonare in libertà, così non ho mai avuto problemi con gli ambulanti». Nonostante i documenti in regola per sedersi lungo la pubblica via, Marin non ha ancora ottenuto il permesso di soggiorno. «Sto cercando di capire se sia possibile averlo per problemi di salute: sono venuto in Italia perché sono malato di diabete - aggiunge Marin - per l’insulina e le altre medicine necessarie, in Romania dovrei spendere almeno 300 euro al mese, mentre qui me le passano gratuitamente. Per mangiare invece suono la mia fisarmonica al mercato di Fossano al mercoledì, mentre negli altri giorni sono a Saluzzo e Savigliano». Ed è a Savigliano che molti lo conoscono come «Giovanni il musicista», soprannome che gli hanno affibiato i compagni di stanza alla comunità «Papa Giovanni» saviglianese, dove Marin è ospitato abitualmente. «La cosa più difficileè farmi da solo le punture di insulina - rivela -; se avessi il permesso di soggiorno potrei portare in Italia anche mia moglie: lei è brava a fare le punture». La famiglia di Marin è però molto numerosa. «In tutto sono 12, e vivono in appena due stanze ad Alexandria, in Romania».


Fonte: La stampa. Venerdì 1 Ottobre 2004
Ricerca a cura di Guido Seu

Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 14 Ottobre 2004 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/ras_2004/r2004_001.html