Diabete correlato al tumore dell'intestino retto
Diabetes.com: 19 Maggio 1998
Un nuovo studio dimostra che le persone con il diabete hanno un rischio maggiore della media di sviluppare un cancro all'intestino.
Julie C. Wills, del Centro per il Controllo delle Malattie in Atlanta (USA), e altri colleghi hanno studiato i dati medi di più di un milione di persone ed hanno trovato che gli uomini con diabete hanno una percentuale del 30% più alta, rispetto a quelli non-diabetici, di sviluppare un cancro al colon-retto.
La percentuale nelle donne scende al 16%.
I ricercatori ritengono che la costipazione associata al diabete può esporre il colon all'azione di sostanze più tossiche.
Credono, inoltre, che alti livelli di insulina possano promuovere lo sviluppo e la crescita di tumori del colon.Commento di Marzio Moncini, il lettore che ci ha segnalato l'articolo:
In attesa di notizie più precise e certe, ci pare di poter fare alcune semplici considerazioni:
Innanzitutto una tale informazione, se confermata, assumerebbe una grande rilevanza, facendo diventare il cancro all'intestino una delle possibili complicanze del diabete più nocive.
Proprio per questo mi sembra strano che la divulgazione non sia stata supportata da una massa di dati clinici ed epidemioligici, ma semplicemente attribuita ad un generico "studio" su dati medi.
Sarebbe poi utile sapere su quali basi i ricercatori fanno le loro affermazioni riguardo all'associazione costipazione-diabete e sopratutto il fatto che, secondo loro, alti livelli di insulina favorirebbero lo sviluppo e la crescita di tumori nell'intestino.
Ritengo quindi opportuno leggere questa news con un certo distacco e prudenza.
Se veramente le affermazioni in essa contenute risultassero fondate, usciranno nei prossimi mesi una notevole massa di dati al riguardo, sui quali poter fare delle analisi più precise.
Se, come spero, questo non si verificherà saremo semplicemente in presenza di un'ulteriore studio a "tavolino", poco o niente supportato da serie ricerche, scritto da persone in cerca di una effimera fama.Marzio Moncini
n.d.r.: i dati riportati nell'articolo ci sembrano sinceramente scarsi e poco chiari. Non sono chiari i criteri di analisi e valutazione del campione, di raccolta dei dati, né se si è fatto un confronto tra i vari tipi di insulina (umana, umana da DNA ricombinante, analoghi, insuline animali), né è stata riportata alcuna ipotesi sulla possibile causa di una così marcata differenza tra i due sessi.
Inoltre non si fa alcun riferimento al fatto che il diabete sia più o meno controllato.
Mi pare quindi che l'informazione sia troppo poco dettagliata per darne una reale valutazione.Guido Seu
Fonte: American Journal of Epidemiology (1998) 147:816-825
Data ultimo aggiornamento: Mar, 26 Maggio 1998 13:30:00
Tratto da: Diabetes.com
URL: http://www.progettodiabete.org/news/n94.html
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