Una nuova insulina ritardata in studio presso la Hoechst Marion Roussel La Hoechst Marion Roussel ha iniziato a interessarsi di diabete fin dal 1923 in una delle compagnie che ha preceduto quella attuale, la "Farbwerke Höchst". Allora l'insulina veniva estratta dal pancreas di maiali essendo questa molto simile all'insulina umana. Tuttavia, non essendo identica, si verificavano spesso reazioni di tipo allergico. Dal 1983 la Hoechst ha trasformato chimicamente l'insulina porcina in insulina umana, limitandone notevolmente il potenziale allergenico. Si prevede che nel corso del 1998 il metodo di produzione dell'insulina verrà nuovamente modificato utilizzando un nuovo processo biotecnologico in cui vengono costruiti geneticamente dei batteri (gli Escherichia coli che si trovano normalmente nel colon umano; la specie K12 è il microorganismo più comunemente usato nella tecnologia genetica). Tale processo subentrerà nella produzione dell'insulina umana, essendo sicuro e non dannoso per l'ambiente, soprattutto perché non ci sarà più bisogno di utilizzare pancreas animali. Fortunatamente, i microorganismi rappresentano una fonte virtualmente illimitata di insulina, considerando che negli ultimi anni la richiesta di insulina aveva rischiato di eccedere la disponibilità di animali. Attualmente sono in corso prove cliniche per produrre insulina umana geneticamente costruita.
La relativa struttura molecolare è stata leggermente modificata. La HOE 901, il nome di laboratorio della nuova insulina, può migliorare la qualità della vita delle persone affette dal diabete in quanto è una cosiddetta insulina "di deposito". Questo grazie alla sua struttura molecolare modificata. Dopo l'iniezione nel tessuto adiposo, questa insulina passa molto lentamente nella circolazione sanguigna. Il suo effetto è particolarmente lento e duraturo. In questo modo, la HOE 901 può dar luogo ad un'insulinizzazione basale, livellata e costante.
Tratto da: Ricerca per la nutrizione nel gruppo Hoechst
Data ultimo aggiornamento: Mer, 18 Marzo 1998 13:40:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/n77.html
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