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Louis Monnier, dietologo a Montpelier, in un articolo apparso su "Equilibre" (la rivista pubblicata dallAssociazione diabetici francese) afferma che gli antidiabetici orali e lacarbose, utilizzati nella cura del diabete, sono di maggiore efficacia se associati ad una dieta opportuna. Spesso - ci fa notare - il diabetico quando è in sovrappeso è obbligato a mangiare meno, ma questo non è incompatibile con un pasto gradevole anche perché mangiare bene non significa necessariamente mangiare molto. Ecco dunque delle risposte ai più comuni dubbi di un diabetico non insuiino-dipendente che debba regolare lalimentazione: b) Come conciliare lapporto calorico con il sapore dei cibi ? d) Cosa sapere per imparare a mangiare meglio ? La risposta non lascia dubbi. La cura dimagrante è indispensabile, essendo stato dimostrato che anche una perdita di peso moderata consente di ottenere un miglioramento, spesso una normalizzazione, delle glicemie. E necessario, però, che il medico che prescrive il regime alimentare non provochi delle perturbazioni eccessive nelle abitudini e nei costumi del paziente. Va tenuto presente a questo proposito che la "migliore" prescrizione dietetica sul piano teorico, rischia di portare ai peggiori risultati se non è preceduta da una adeguata informazione. Come conciliare lapporto calorico con il sapore dei cibi ? Un regime ipocalorico comporta una diminuzione quantitativa degli apporti in nutrimenti dietetici, glucidi e lipidi, che sono, guarda caso, quelli che rendono più gustosi e gradevoli gli alimenti. Si può conciliare lapporto calorico con il sapore dei cibi ricorrendo ai prodotti dietetici. ma anche in questo campo le insidie non mancano. Si deve sapere per esempio che il fruttosio, il quale sostituisce in molti dolci per diabetici lo zucchero, a parità di peso ha lo stesso tenore calorico. Questo significa che il consumo dei prodotti dietetici non comporta automaticamente una perdita di peso. E dunque bisogna, comunque, mangiare meno. Chi vuole calare rapidamente di peso , deve spere che soprattutto la massa magra e poco la massa grassa. Per ottenere un risultato soddisfacente bisogna adottare regimi alimentari equilibrati moderatamente restrittivi. Con una restrizione calorica dellordine del 30% rispetto agli apporti abituali, per esempio, la perdita di peso equivale a 3-4 chili al mese. Ed è questa la dieta che ci vuole per il diabetico non insulino-dipendente in sovrappeso. cosa sapere per imparare a mangiare meglio? Gli zuccheri non vanno completamente eliminati dalla dieta. Bisogna non abusarne ed imparare a consumarli nel momento nel momento più opportuno, che sii situa alla fine dei pasti e mai lontano da essi, oppure dopo che il paziente ha compiuto uno sforzo fisico prolungato, il quale provoca un abbassamento della glicemia. E, ancora, i grassi. Occorre ridurre quelli saturi e privilegiare i monoinsaturi e quelli polinsaturi. I primi, di origine animale, sono alterogeni. Gli altri, per esempio lolio doliva, sono poco alterogeni e in alcuni casi addirittura addirittura antiaterogeni. E dimostrato, comunque, che nei diabetici i regimi ricchi in grassi monoinsaturi provocano meno iperinsulinemiia e meno ipertrigleceridemia che i regimi troppo ricchi in glucidi. Tratto da Qui-Italia |
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