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Si chiama Dermagraft il rivoluzionario prodotto dell'ingegneria genetica che porta alla guarigione completa, senza tracce di cicatrizzazione, varie forme di ulcerazione ed in special modo quelle del cosiddetto piede diabetico che in Italia affligge oltre centomila persone, ventimila delle quali subiscono, dopo un lungo periodo di cure rivelatesi inefficaci, il dramma dell'amputazione dell'arto.Il prodotto, realizzato negli Usa dove in via informale è stata avviata la commercializzazione, si ottiene introducendo nel bioreattore cellule umane sane provenienti dagli scarti della circoncisione praticata ai bambini e senza alcuna manipolazione genetica, si giunge a Dermagraft cioè un foglio di Vicrile sul quale si coltivano i fibroplasti contenenti collagene, proteine extracellulari e fattori di crescita, gli stessi componenti del derma sano. Il tessuto ottenuto viene congelato e messo a meno 70° per mantenere intatte tutte le caratteristiche ed al momento del bisogno viene posizionato sull'ulcera dove, stimolando la naturale produzione cellulare ed attivando nel contempo la normale irrorazone capillare, nel volgere di 8/12 settimane, ottiene la totale guarigione. Inoltre, essendo continuamente testato nel periodo di cultura, il tessuto riduce notevolmente i rischi di infezioni da batteri, funghi e virus. Considerevoli anche i benefici economici di questa scoperta soprattutto confrontati con i costi dei numerosissimi ed estenuanti trattamenti cui si sottopongono, due, tre volte alla settimana, per anni i pazienti affetti da piede diabetico, completamente a carico del SSN che provvede anche all'esborso di quindici milioni di lire nel caso estremo, ma purtroppo frequente, dell'amputazione dell'arto. Dermagraft è stato presentato in prima italiana a Pisa, nel corso di un simposio cui hanno preso parte i maggiori diabetologi del mondo che nell'occasione hanno avallato con risultati concreti, frutto di anni di ricerche e sperimentazioni la validità della scoperta. Il prof.Navalesi, direttore del Centro di Diabetologia dell'Ospedale S.Chiara di Pisa, nel corso del simposio da lui coordinato, ha annunciato che nel centro da lui diretto, è stata avviata una prima sperimentazione nazionale che prevede l'impiego del prodotto la cui applicazione definitiva, in Italia è attesa, per la tranquillità dei due milioni di diabetici e le loro famiglie, entro la fine di questo secolo.. Tratto dal quotidiano Il Tirreno del 17/12/1997 Su segnalazione di Daniele |
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