Potrebbe aumentare di parecchio il numero dei diabetici.
Epidemie in vista? No. più semplicemente stanno per farsi più severi i criteri per diagnosticare questa malattia. L'esame fondamentale per stabilire se una persona soffre di diabete è la misurazione della glicemia (livello di glucosio nel sangue) a digiuno. Ebbene, secondo un comitato di esperti americani il limite di glicemia a digiuno oltre il quale si può parlare di diabete, andrebbe abbassato dagli attuali 140 milligrammi di glucosio per cento millilitri di sangue a 126. Come mai questo giro di vite? Il fatto è che anche coloro che presentano una glicemia a digiuno compresa fra 126 e 140 sarebbero esposti a un maggior rischio di importanti complicazioni tipiche del diabete.
"Si ritiene che questi soggetti presentino un rischio di infarti, di ictus cerebrali e di insufficienza circolatoria alle gambe superiore di almeno tre volte rispetto a chi ha la glicemia normale", spiega il professor Paolo Brunetti, direttore del Dipartimento di medicina interna dell'Università di Perugia. Ecco dunque che una riduzione dei criteri ha l'obiettivo di favorire un intervento di prevenzione. In questi casi è sicuramente efficace e consiste nell'educazione nutrizionale, nel promuovere l'attività fisica e nella riduzione di peso in caso di obesità. "Negli Stati Uniti sono addirittura in corso degli studi per verificare l'opportunità di utilizzare dei farmaci anche in questi casi. Prima di arrivare ai medicinali tuttavia bisogna intervenire sullo stile di vita".
CHI RISCHIA
Chi dovrebbe fare particolare attenzione? "Innanzitutto chi ha in famiglia dei casi di diabete - ricorda Brunetti - ma ci sono anche altri campanelli d'allarme. Uno è rappresentanto dall'obesità, un altro un modesto aumento dei livelli di glucosio dopo, per esempio, una malattia infettiva o un trauma.
Infine tutte le donne che abbiano avuto problemi di glicemia elevata nel corso di una gravidanza o che abbiano dato alla luce un neonato di peso maggiore al normale vanno considerate a rischio".
LE TERAPIE
Ma le novità in tema di diabete non, si esauriscono qui. Sono in arrivo nuovi medicinali e anche nuove versioni dell'insulina. È il caso dell'insulina lispro, già nelle farmacie di molti Paesi europei che, grazie alla semplice inversione della posizione di due suoi componenti, ha nettamente modificato alcune caratteristiche.
"Il suo assorbimento è molto più rapido rispetto a quello dell'insulina normale e la durata dell'effetto è più breve - spiega il diabetologo britannico Kenneth Shaw -, ciò consente al diabetico di praticare l'iniezione immediatamente prima del pasto, evitando di doverla anticipare di mezz'ora o tre quarti d'ora come avviene attualmente".
Oltre ai positivi riflessi sulla qualità della vita la nuova insulina sembra offrire dei vantaggi sul controllo della glicemia. In particolare sembra in grado di diminuire il rischio di un eccessivo calo degli zuccheri che talvolta si, verifica dopo due o tre ore dal pasto con le insuline attualmente in uso.
INSULINA
"È allo studio anche una nuova insulina ad azione ritardata che dovrebbe simulare meglio il normale comportamento di questo ormone nella persona sana - ricorda il professor Brunetti -, mentre sono in arrivo delle novità tra i farmaci antidiabetici per bocca. È il caso della repaglinide, un medicinale che stimola la secrezione di insulina con un effetto limitato al pasto, e della glimepiride che sembra più efficace degli antidiabetici attuali di questo tipo.
"Vi è i un'altra categoria di farmaci che agiscono aumentando la sensibilità dei tessuti all'azione dell'insulina. Si tratta dei glitazoni, sostanze che consentono di utilizzare meglio la scarsa disponibilità di questo ormone che è tipica del diabete".
Tratto da: Corriere Salute, 18 novembre 1997
|
|
|
