I dati testimoniano una triste conferma: almeno un terzo dei malati che necessitano di trapianto sono costretti ai "viaggi della speranza" in paesi esteri.
Purtroppo, malgrado i risultati indichino che i trapianti effettuati in Italia siano tra i migliori d'Europa, dimostrando la qualificazione professionale dei nostri chirurghi, la situazione non si sblocca e non si riesce ancora a dare sufficiente stimolo e spazi per il settore capaci di costituire una garanzia per la copertura degli interventi necessari a cancellare le interminabili liste d'attesa.
Il Congresso romano ha evidenziato le grandi differenze culturali e strutturali tra regione e regione: il Nord è più avvantaggiato di Centro e Sud Italia con qualche eccezione per Sardegna, Puglia e Abbruzzo.
Dal Congresso, inoltre, è stato lanciato un appello alla stampa perché divulghi in maniera corretta le informazioni sui trapianti. E sempre per l'informazione è stata chiesta la collaborazione dei Gp che, più di tutti, hanno diretto contatto con i pazienti e possono "favorire" l'affermarsi di una cultura dei trapianti e delle donazioni di organi.
Tratto da: Il Giornale del Medico, giovedì 16 ottobre 1997.
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