Diabete e obesità. Un legame accertato. Anche perché si sa che l'obesità viscerale (a mela) è un fattore di rischio indipendente per il tipo 2. Non a caso, questo viene definito anche insulinoresistente, in quanto è proprio l'eccessivo introito calorico, con successivo incremento ponderale, a indurre una progressiva insulinoresistenza, che obbliga il pancreas a iperprodurre insulina, fino a esaurire le beta-cellule e a rendere conclamata la malattia diabetica. Le possibilità di controllo dell'obesità e del diabete 2 correlato hanno avuto ampio spazio anche al Congresso di Helsinki. Sono stati presentati tra gli altri i risultati degli studi condotti con orlistat, capostipite di una nuova classe di farmaci antiobesità non sistemici. Con l20 mg tre volte al giomo, orlistat ha consentito, in 321 diabetici obesi seguiti per 57 settimane, una perdita di peso del dieci per cento, insieme con una diminuzione del dosaggio di antidiabetici orali necessari per il controllo della malattia.
Tratto da: il Giornale del Medico, anno XIII, n.24, giovedì 11 settembre 1997
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