Vs diabete gravidico

di Nicola Casella

"È dimostrato che una certa quota di condizioni prediabetiche viene slatentizzata dalla gravidanza. D'altro canto, ogni squilibrio metabolico va seguito con attenzione perché si ripercuote sulla salute di due soggetti madre e nascituro" ricorda Pier Giorgio Crosignani, direttore della Clinica ostetrico-ginecologica I dell'Università di Milano "In molti casi basta il controllo dietetico per un buon equilibrio. Ma, se la malattia è conclamata, soltanto la terapia insulinica può compensare il dismetabolismo. In gravidanza le dosi di insulina vanno personalizzate, ricordando che occorre comunque incrementarle". Al congresso della Federazione internazionale di Ginecologia e Ostetricia, a Copenhagen, si conferma l'inutilità dello screening glicemico esteso a tutte le gestanti sotto i 25 anni, normopeso e senza familiarità per il diabete "Questo non significa comunque abbassare la guardia sulla malattia, anche perché il mancato controllo glicemico si ripercuote subito e in modo grave sul nascituro" Altro tema in discussione la cosiddetta "quota desiderabile" per i parti cesarei "Secondo l'Oms dovrebbe essere del 15 per cento: la stima per l'Italia è invece del 24 per cento" precisa Crosignani "Ma le ragioni spesso nascono dalla scarsa organizzazione di molti ospedali nei quali i neonatologi non lavorano sempre a tempo pieno, ed è quindi impossibile fronteggiare tutte le emergenze. Una soluzione può essere la disponibilità di équipe ad alta specializzazione presenti in centri ospedalieri selezionati, di riferimento per le partorienti di una certa area"


Tratto da: il Giornale del Medico, anno XIII, n.26, giovedì 25 settembre 1997



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