Prevenzione

Vitamina D e riduzione del rischio di diabete

Traduzione di Gigliola Paviotti


I bambini che ricevono la dose raccomandata giornaliera di vitamina D durante l’infanzia, avrebbero il 78% in meno di probabilità di sviluppare il diabete rispetto ai bambini che ricevono un dosaggio minore rispetto alla quantità raccomandata: questo quanto emerge da una relazione pubblicata nel numero di Novembre di The Lancet.

La dottoressa Elina Hyppönen ha guidato una ricerca presso l’Institute of Child Health di Londra a cui hanno preso parte 10.366 bambini nati nel nord della Finlandia nel 1966: dopo aver stabilito il dosaggio di vitamina D che avrebbero dovuto assumere durante il primo anno di vita, essi sono stati riesaminati nel 1997, per determinare l’incidenza del diabete di tipo 1.

Dopo l’aggiustamento delle caratteristiche neonatali, antropometriche e sociali è stato riscontrato che nei bambini che avevano ricevuto una integrazione regolare di vitamina D la probabilità di sviluppare di diabete di tipo 1 si era ridotta dell’88% rispetto a coloro che non lo avevano assunto. Anche l’irregolare assunzione dell’integrazione aveva comunque determinato un calo di rischio dell’84%.

Tra i bambini che avevano ricevuto regolarmente la dose giornaliera di 2000 UI si è rilevato un rischio ridotto del 78% rispetto a chi aveva assunto un dosaggio minore di vitamina D. Sembra che i bambini affetti da rachitismo (malattia del tessuto scheletrico dovuta a carenza di vitamina D, ndr) durante l’infanzia abbiano avuto una probabilità di sviluppare il diabete di tre volte superiore rispetto agli altri bambini.

Dato che la vitamina D agisce come un immunosoppressore e il diabete di tipo 1 è considerato una malattia autoimmune, la scoperta attuale non è sorprendente, commentano i ricercatori ed aggiungono che assicurarsi che i bambini ricevano una dose adeguata di vitamina D potrebbe aiutare a diminuire l’aumento di incidenza del diabete di tipo 1.

In un editoriale allegato, la dottoressa Jill M. Norris della University of Colorado Health Sciences Center di Denver, commenta che "il ruolo potenziale della vitamina D nella patogenesi del diabete di tipo 1 è affascinante e merita un seguito nella ricerca".

La stessa dottoressa Norris aggiunge che "studi prospettici in cui i biomarcatori della vitamina D siano misurati in vari tempi prima della diagnosi di diabete sono necessari per risolvere la questione relativa ai tempi e alle dosi." Anche i potenziali effetti tossici dell’integrazione di vitamina D richiedono ulteriori studi.


Tratto da: Medscape - Fonte: Tratto da: The Lancet 2001;358:1500-1503
Traduzione e adattamento a cura di: Gigliola Paviotti

Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 26 Novembre 2001 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/n2001_114.html

Fattori di rischio per le ipoglicemie frequenti e gravi nel diabete di tipo 1 Indice delle news 2001 Come devono essere gli standard nella terapia di sostituzione genica e cellulare per il trattamento del diabete di tipo 1?
[Indice] [Il nostro sito] [Il diabete] [Associazioni] [Servizi] [Leggi] [Community] [Notizie] [Pubblicazioni] [Passatempo] [Altri siti] [Cerca] [Lettere]


Hosted by Publinet