Terapia

Insulina glargine: una rassegna sul suo uso a scopo terapeutico per il controllo del diabete di tipo 1 e 2

Traduzione di Vera Bacchion

L'insulina glargine (attualmente non disponibile in Italia, se ne prevede la commercializzazione entro il 2002) è un analogo dell'insulina umana ottenuto mediante la tecnica del DNA ricombinante utilizzando un ceppo non patogeno di Escherichia Coli. Due modificazioni dell'insulina umana producono una molecola stabile che è solubile in condizioni di lieve acidità (Ph 4.0) e precipita nel Ph neutro del tessuto sottocutaneo.

A causa di queste caratteristiche, l’assorbimento di insulina glargine è rallentato e fornisce una costante copertura basale senza picchi insulinemici per circa 24 ore, in maniera molto simile alla somministrazione continua sottocutanea con microinfusore (CSII).

L’insulina glargine è consigliata 1 volta al giorno per mantenere i valori di glicemia regolari nei i pazienti adulti con diabete di tipo 2, e per i bambini con più di 6 anni con diabete di tipo 1.

Normalmente i valori di glicemia ed emoglobina glicata migliorano maggiormente nei pazienti che hanno ricevuto insulina glargine, piuttosto che insulina NPH.

Parecchi studi hanno dimostrato una minore incidenza di ipoglicemie, specialmente durante le ore notturne.

Uno dei più frequenti effetti collaterali connessi con l'uso d’insulina glargine risulta essere il fatto che l’iniezione è più dolorosa delle altre. Ma si tratta comunque di sintomi leggeri, che non hanno mai costretto ad interrompere il trattamento. Aldilà di questo effetto, il medicinale appare essere ben tollerato.

In conclusione, l’insulina glargine, iniettata una volta al giorno, provvede a mantenere il controllo basale della glicemia per circa 24 ore senza picchi nei livelli di insulina plasmatica. A lungo termine, l’uso di insulina glargine una volta al giorno, mantiene il controllo glicemico perlomeno agli stessi valori che si raggiungono con 1 o 2 iniezioni di insulina NPH. Il farmaco è ben tollerato, ed in più studi è apparso che l’incidenza delle ipoglicemie notturne era notevolmente ridotta nei pazienti che utilizzavano insulina glargine rispetto a quelli che ricevevano insulina NPH.

L’insulina glargine risulta quindi molto utile in aggiunta alla normale terapia insulinica per stabilizzare il controllo glicemico basale e diminuire il numero di ipoglicemie notturne.


Tratto da: National Library of Medicine - Fonte: Drugs 2001;61(11):1599-624
Traduzione e adattamento a cura di: Vera Bacchion

Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 12 Novembre 2001 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/n2001_106.html

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