Dalle linee guida di PCHI Focus

Diabete: controllando, si risparmia

Uno studio su circa 4500 pazienti dimostra il contenimento delle spese.
Nei soggetti "migliorati" i costi sono stati più contenuti (da L. 1.300.000 a 2 milioni di lire all'anno) e le visite diminuite.

Uno studio recente condotto dal Group Health Cooperative di Puget Sound ha dimostrato che i miglioramenti del controllo del diabete sono in grado di ridurre le spese complessive dell'assistenza sanitaria, almeno nel caso dei pazienti che precedentemente presentavano un peggior controllo della malattia.

Le implicazioni di questa ed altre recenti ricerche sono, per i medici del PCHI, le seguenti:

Tali strategie comportano una loro sorveglianza da parte di personale sanitario non medico che non li abbandoni a se stessi e richieda costantemente la loro collaborazione al fine di ottenere il miglior risultato possibile.

Lo studio del Group Health Cooperative (JAMA 10 gennaio 2001; 285: 182-189) si basa su tutti i 4474 pazienti diabetici di almeno 18 anni di età iscritti a questa Health Maintenance Organization (HMO) dal 1992 al 1996, che avevano avuto almeno una misurazione del loro livello di emoglobina A1c durante il periodo dal 1992 al 1994.

I 732 pazienti il cui livello di emoglobina A1c era diminuito dell'1% o più tra il 1992 e il 1993, e la cui diminuizione era continuata durante il 1994, venivano considerati "migliorati". All'inizio non vi erano differenze nei costi tra quelli che sarebbero stati classificati come migliorati e quelli non-migliorati.

Tuttavia la spesa media per il gruppo di pazienti migliorati risultò essere da 685 a 950 dollari inferiore a quella del gruppo di pazienti non migliorati ogni anno durante gli anni 1994, 1996 e 1997. Il risparmio della spesa sanitaria nel gruppo di pazienti migliorati fu significativo, da un punto di vista statistico, solamente per quelli con i livelli più alti di emoglobina A1c (10% o più).

Il gruppo di pazienti migliorati tendeva a ridurre la fruizione delle visite mediche sia specialistiche che di base.

Ricerche in questo campo suggeriscono che la frequenza di complicazioni diminuisce quando il livello di emoglobina A1c scende al di sotto del 7%. Lo studio in questione, invece, suggerisce che anche i pazienti con livelli di emoglobina A1c tra 7 e 10% possono migliorare clinicamente (con un miglior controllo del diabete), anche se la spesa per la loro salute non risulta ridotta.

È molto probabile che la cura del diabete divenga parte sempre più importante del processo di miglioramento della qualità per il PCHI - con incentivi monetari nel caso di uno standard di cura considerato superiore - in seguito sia a questo studio che ad altre ricerche in questo campo.

I gruppi di medici di PCHI vengono incoraggiati a compilare i registri dei pazienti diabetici al fine di assicurare:

Questa "newsletter" è stata concepita con mera finalità educativa esclusivamente indirizzata al personale medico professionista. Non deve essere considerata plausibile, nel trattamento del singolo paziente, se non è accompagnata dall'esercizio del libero giudizio da parte del Medico curante.
Per informazioni su Partners Health Care System, potete mandare una e-mail od un fax al dott. Massimo Ferrigno (e-mail mferrigno1@partners.org; fax 0185/293316; web page: www.partners.org).


Tratto da: Genova Medica, anno 9, n.7/8, luglio/agosto 2001
Ricerca a cura di: Guido Seu

Data ultimo aggiornamento: Martedì, 6 Novembre 2001 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/n2001_105.html

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