Epidemiologia e prevenzione


I Progetti EURODIAB

Traduzione di Carmelo D'Alessio

In Europa più di 10 milioni di persone hanno il diabete. Alcune non lo sviluppano fino alla mezza età ma una forma particolarmente insidiosa si manifesta generalmente durante l'infanzia. I bambini affetti da questa malattia ne soffrono per tutta la vita. I progetti EURODIAB stanno esaminando questo importante problema sanitario unendo le esperienze scientifiche, i dati e le osservazioni raccolti in tutta Europa. I risultati dimostrano che l'incidenza del diabete infantile varia notevolmente nel tempo e tra differenti zone geografiche. Essi spiegano anche come la malattia possa scaturire dalla complessa interazione di fattori genetici ed ambientali.

Il diabete infantile non può essere controllato con la dieta. I bambini che ne sono affetti necessitano di terapia insulinica con regolari iniezioni quotidiane. Tale trattamento permette una vita piena ed attiva ma esistono due problemi. Innanzitutto, si tratta di una patologia cronica: non esiste una cura e, a lungo termine, i diabetici spesso soffrono di complicanze come la retinopatia o la nefropatia. In secondo luogo, l'incidenza di questa malattia sta aumentando e non se conosce la causa certa.

La ricerca sul diabete vanta una lunga storia ma i maggiori studi paneuropei sulla malattia sono iniziati nel 1985. Uno dei più importanti obiettivi finali era, ed ancora rimane, l'adeguata conoscenza delle cause del diabete infantile in modo da poterlo prevenire. Il lavoro dei primi tre anni ha costituito la fase pilota di un'azione concertata. Il diabete di tutti i tipi è un problema in ogni paese d'Europa e sviluppare una buona rete fra i migliori esperti in materia era una priorità. Una volta collaudata la cooperazione fra i differenti gruppi di ricerca, sono stati lanciati validi studi scientifici come una serie di progetti sotto il nome di EURODIAB.

 

17 milioni di bambini studiati

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Tasso standardizzato d'incidenza del diabete di tipo 1(ogni 100 000 abitanti) in Europa nel gruppo d'età 0-14 anni.

Il primo progetto EURODIAB (epidemiologia e prevenzione del diabete) è stato organizzato con un vasto accordo per espandere la rete di ricerca e si è studiato l'incidenza del diabete infantile in Europa, le complicanze tardive della malattia ed il relativo impatto sociale. Quando questo progetto è stato ultimato nel 1992, tutti i soci sono stati d'accordo nel ritenere la rete di ricerca pienamente operativa ed hanno pubblicato i loro risultati sulla prestigiosa rivista medica The Lancet. Anders Green, coordinatore di EURODIAB, ha così sintetizzato i principali risultati: "i dati sono stati raccolti da 24 regioni in Europa ed Israele per uno studio che ha coinvolto 16.8 milioni di bambini. L'incidenza variava notevolmente fra le regioni, passando dai 42.9 casi annuali per 100.000 abitanti in Finlandia e i 30.2 in Sardegna ai 4.6 casi nella Grecia del Nord. In generale, i tassi erano più alti nel Nord Europa rispetto al Sud, anche se vi erano eccezioni. I paesi dell'Europa orientale tendevano ad avere tassi molto bassi."

 

Un quadro complesso

Nel 1993 è iniziata una nuova fase denominata EURODIAB ACE (Eziologia del diabete infantile su base epidemiologica). Lo scopo era quello di utilizzare l'ormai affermata rete per studiare dettagliatamente la natura del diabete infantile attraverso metodi genetici ed immunologici. Lo studio ACE è partito per monitorare la frequenza del diabete nei bambini e per definire le tendenze d'incidenza della malattia in Europa. Esso ha anche coinvolto team di scienziati dell'Europa centrale e orientale, facendo lavorare insieme in totale circa 40 gruppi differenti e rappresentando un campione di studio di quasi 30 milioni di bambini.

I risultati sono stati interessanti ma hanno fornito un quadro complesso. Alcuni marcatori genetici sono stati trovati molto più spesso nei bambini che sviluppavano il diabete, suggerendo che questi potrebbero essere geni aumentanti la suscettibilità. Allo stesso tempo, i ricercatori hanno riscontrato che alcuni geni sembravano correlarsi con l'incidenza del diabete in Europa. Inoltre, l'incidenza nei singoli paesi variava notevolmente e velocemente e, tale fenomeno, non potrebbe essere spiegato dalla genetica. E' stata indicata come prova l'interazione tra geni ed ambiente, che può differire tra le popolazioni.

 

Tendenze in trasformazione

La fase attuale del progetto, l'EURODIAB TIGER (Risorse epidemiologiche e genetiche del diabete di tipo 1), sta continuando il lavoro per ottenere alcuni importanti indizi su quali siano i maggiori fattori causali. Gli scienziati del TIGER stanno attualmente raccogliendo materiale da 2.000 pazienti e dai loro parenti prossimi. Questi campioni saranno selezionati ed analizzati per la classificazione di specifici marcatori genetici ed immunologici insieme ad un'azione concertata denominata PARADIGM. Questo fornirà un centro di raccolta deputato a svolgere tutto il lavoro di laboratorio. Anders Green così commenta:"Ora sappiamo per certo che c'è un aumento annuale nell'incidenza del diabete infantile nella maggior parte dei paesi europei. Al momento, il problema appare più serio nell'Europa centrale e dell'est. Solo pochi anni fa, qui i tassi erano bassi ma ora stanno aumentando rapidamente. Nel Nord Europa i tassi d'incidenza della malattia possono aver raggiunto un plateau. Non sappiamo dire con certezza cosa stia accadendo. Quando avremo analizzato i dati ed ampliato le conoscenze sui fattori genetici coinvolti, il successivo passo sarà quello di associare tale conoscenza con le informazioni sui fattori ambientali come, per esempio, lo stile di vita, l'alimentazione, le infezioni virali. La mia speranza è che l'enorme rete di collaborazione che abbiamo organizzato possa continuare ad operare, poiché essa rappresenta una preziosa risorsa da non perdere ed un forte meccanismo di sostegno, soprattutto per i team di ricerca dell'Europa centrale ed orientale. Infatti, essi avranno bisogno di questa rete di comunicazione per poter fronteggiare nell'immediato futuro il crescente problema del diabete nei propri paesi ."


Tratto da: Children With Diabetes - Fonte: http://europa.eu.int/comm/ 
Traduzione e adattamento a cura di: Carmelo D'Alessio

Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 31 Ottobre 2001 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/n2001_099.html

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