Endocrinologia
Nuove linee guida dell’ACOG per la gestione del diabete gestazionale
Traduzione di Gigliola Paviotti
L’American College of Obstetricians and Gynecologist (ACOG) ha pubblicato in Settembre le nuove linee guida cliniche per la gestione del diabete mellito gestazionale (GDM) che sostituiscono quelle del Dicembre ‘94, puntualizzando e ponendo l’accento su alcuni aspetti poco chiari del precedente documento.
L’ACOG raccomanda di sottoporre ogni paziente in gravidanza alle analisi per individuare il diabete mellito gestazionale. In assenza di fattori di rischio conosciuti, la storia personale può essere sufficiente a richiedere il test. Gli autori puntualizzando comunque che molti medici già scelgono di controllare tutte le loro pazienti in gravidanza.
Il test di laboratorio dovrebbe prendere come riferimento i valori ad un’ora dalla somministrazione di 50 gr di glucosio alla 24^ e alla 28^ settimana di gestazione, con una soglia limite di 130 o 140 mg/dl. "Nel nostro documento abbiamo indicato entrambe le soglie perché entrambe potrebbero essere ragionevoli" ha detto il dottor Coustan, della Brown University di Providence (Rhode Island, USA). "Uno dei problemi è che la relazione tra intolleranza al glucosio e macrosomia è probabilmente non una funzione step, ma una funzione continua. Di conseguenza non c’è una punto sopra al quale ci si possa dire assolutamente anormali o sotto il quale ci sia garanzia di normalità".
Il test ambulatoriale che usa sangue capillare non è generalmente raccomandato.
Le linee guida non raccomandano specificatamente il monitoraggio giornaliero della glicemia, tuttavia, nel caso di utilizzo, i valori postprandiali di glicemia sembrano essere più significativi dei valori a digiuno nel determinare la probabilità di una gravidanza rischiosa.
"Questo argomento è controverso, perché le persone che hanno il diabete preesistente normalmente testano la glicemia pre-prandiale indipendentemente del periodo di gravidanza. Tuttavia, fin dall’uscita delle precedenti linee guida, nuovi dati hanno modificato il punto di vista sui livelli di glicemia postprandiali."
Tra le precauzioni indicate nel documento, si consiglia ai pazienti in regime di restrizione calorica di non ridurre l’apporto calorico oltre il 33%. L’uso dell’insulina dovrebbe essere considerato se la terapia medica nutrizionale non si dimostrasse sufficiente. La terapia si considera inefficace quando i livelli di glucosio a digiuno sono superiori ai 95 mg/dl, i valori a un’ora dal pasto più alti di 130 o 140 mg/dl o i valori a due ore dal pasto superiori ai 120 mg/dl.
Se si ritiene che il peso del feto superi i 4500 gr, il parto cesareo consente di ridurre la probabilità di malformazioni del plesso brachiale nel neonato.
Tratto da: Reuters Health - Fonte: Obstet Gynecol 2001; 98:525-538
Traduzione e adattamento a cura di: Gigliola PaviottiData ultimo aggiornamento: Lunedì, 15 Ottobre 2001 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/n2001_095.html
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