Terapia


L’insulina Glargine produce meno ipoglicemie sintomatiche rispetto alla insulina NPH nel diabete di tipo 2

Traduzione di Valentina Maria Cambuli


I pazienti diabetici di tipo 2 hanno meno episodi di ipoglicemia sintomatica con l’insulina glargine rispetto all’insulina NPH.

La scoperta è stata presentata all'Associazione Europea per lo Studio del Diabete il 10 Settembre 2001, da Vivian A. Fonseca, del Dipartimento di Medicina della Tulane University di New Orleans, da David Bell, della Divisione di Endocrinologia della University of Alabama e da Tom Mecca, Quintiles, Kansas City.

Secondo il Dr. Fonseca occorre abbassare i livelli di glucosio nel sangue evitando ogni rischio di indurre ipoglicemie iatrogene e rendendo il tutto accettabile per il paziente.

L’insulina glargine è un analogo dell’insulina umana che offre un rilascio di insulina dal sito di iniezione costante e privo di picchi. Avrebbe inoltre una più lunga durata d’azione rispetto alla NPH, permettendo un’unica somministrazione giornaliera.

Questo studio ha comparato la sicurezza e l’efficacia dell'insulina glargine rispetto a quella NPH in pazienti affetti da diabete tipo 2 che in precedenza erano stati trattati con NPH una volta al giorno per tre mesi o più.

La popolazione oggetto di studio consisteva in 100 pazienti diabetici di tipo 2 con una HbA1c (emoglobina glicosilata) compresa fra 7 e 12% e un BMI (indice di massa corporea) inferiore a 40.

Lo studio è stato condotto in 50 centri come studio randomizzato, aperto, a gruppi paralleli, richiedendo una fase di screening della durata compresa fra 1 e 4 settimane prima di essere assegnati per un periodo superiore alle 28 settimane al gruppo che effettuava una iniezione al giorno, prima di andare a dormire, di glargine o di insulina NPH.

L’insulina regolare pre-prandiale era data come parte del regime giornaliero con un dosaggio tale da avere valori di glicemia prima dei pasti compresi fra 80 e 120 mg/dl.

Rispetto alla situazione di partenza, entrambi i gruppi hanno ottenuto una riduzione della HbA1c (glargine: -0.35%; NPH: -0.44%) e della glicemia a digiuno (glargine: -17 mg/dl; NPH: -20 mg/dl).

La percentuale di pazienti che ha ottenuto l’obiettivo di una glicemia a digiuno inferiore a 120 mg/dl è stata anch’essa simile nei due gruppi: il 29.5% in chi ha usato la glargine e il 22.7% in chi ha usato l’NPH. Ma i pazienti che hanno riportato almeno un episodio di ipoglicemia sintomatica con l’insulina glargine sono stati meno (46.2%) rispetto a quelli che hanno usato l’NPH (60.4%).

In più, la percentuale di pazienti che ha riportato una ipoglicemia sintomatica confermata dalla misurazione della glicemia inferiore a 50 mg/dl era marcatamente inferiore nel gruppo assegnato alla glargine piuttosto che nell’NPH (17.3 % contro 31.3 %).

La percentuale di pazienti che ha riferito sintomi di ipoglicemia notturna era anch’essa inferiore nel gruppo della glargine (15.4 % contro 27.1%).

Gli autori asseriscono che i loro risultati mostrano come l’insulina glargine sia efficace quanto l’NPH e sia in grado di migliorare il controllo della glicemia. Questo è associato con un numero inferiore di sintomi ipoglicemici e confermato dal minor numero di episodi di ipoglicemia.


Tratto da: Doctor's Guide - Fonte: European Association for the Study of Diabetes
Traduzione e adattamento a cura di: Valentina Maria Cambuli

Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 15 Ottobre 2001 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/n2001_093.html

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