Terapia e complicanze acute
La gravità dell'ipoglicemia può essere ridotta dall'insulina lispro
Traduzione di Silvia Demartini
I pazienti affetti da diabete di tipo 1 che sono a rischio di ipoglicemia grave possono ottenere dei benefici dall'insulina lispro. In più, soggetti con una ridotta capacità di avvertire l'ipoglicemia, possono constatare che l'incidenza delle crisi diminuisce a causa della minore frequenza di episodi notturni.
33 pazienti affetti da diabete di tipo 1 e con una diminuita sensibilità all'ipoglicemia hanno partecipato ad una ricerca presso il Dipartimento del Diabete del Royal Infirmary di Edinburgo, in Scozia.
La ricerca si proponeva di valutare la potenzialità dell'insulina lispro di ridurre al minimo la frequenza dell'ipoglicemia grave senza compromettere il controllo glicemico in pazienti ad alto rischio di questa complicanza.
I medici inoltre hanno intrapreso uno studio della durata di 12 mesi, ripartito casualmente, incrociato e comparativo sull'insulina lispro e sull'insulina umana regolare.
L'efficacia di ciascuna terapia è stata valutata in base al controllo glicemico, determinato dall'emoglobina glicosilata (HbA1c), in base al profilo glicemico domiciliare con otto misurazioni, alla gravità degli episodi ipoglicemici e alla qualità della vita.
Durante le 48 settimane dello studio, 18 pazienti hanno provato uno o più episodi di ipoglicemia grave. Tuttavia, si è riscontrata la tendenza ad una minore incidenza dell'ipoglicemia grave durante la terapia con l'insulina lispro in confronto all'insulina umana regolare (55 contro 84 episodi).
I ricercatori affermano che c'è stata una minore incidenza (47% in meno) di ipoglicemie gravi notturne con l'insulina lispro (25 contro 47 episodi). Tuttavia, hanno aggiunto, che le differenze nell'emoglobina glicosilata tra le due terapie (HbA1c 9.1% per l'insulina lispro contro il 9.3% per l'insulina umana regolare) non spiegano la minore incidenza dell'ipoglicemia grave correlata all'insulina lispro(*).
I ricercatori suggeriscono che è necessario uno studio su più vasta scala per confermare le loro scoperte.
(*) : Nota della direzione medica di Progetto Diabete: una probabile spiegazione può essere quella della ridotta emivita della Lispro prima di cena che, eliminando le ipoglicemie notturne notturne soprattutto nell'intorno delle ore 3, lascia però il paziente scoperto fino al momento in cui inizia l'azione dell'insulina NPH. Questo fatto porta ad iperglicemie notturne che vanno a controbilanciare gli effetti positivi dell'insulina lispro sull'Emoglobina Glicosilata (che, come è noto, è un indicatore della media delle glicemie nel lungo periodo).
Si consiglia la lettura dell'articolo di Marco Songini Insulinoterapia, una storia quasi secolare
Tratto da:Doctor's Guide - Fonte: Diabetes Metab Res Rev 2001; 17(4): 285-291
Traduzione e adattamento a cura di: Silvia DemartiniData ultimo aggiornamento: Giovedì, 4 Ottobre 2001 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/n2001_089.html
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