Trapianti
Un aggiornamento sui trapianti di insule
(Ivanohe Newswire) 26 giugno 2001 - È dell’anno scorso la notizia che ricercatori dell’Università dell’Alberta in Canada avevano eseguito con successo trapianti di insule su alcuni pazienti diabetici di tipo 1.
Domenica scorsa, il Dr James Shapiro, M.D., dell’Università dell’Alberta, ha rilasciato un aggiornamento sullo stato di questi pazienti. I ricercatori continuano a seguire 18 pazienti, tutti diabetici di tipo 1 da più di 5 anni e con complicanze riconducibili a questa malattia e con problemi di ipoglicemia, che sono stati sottoposti a trapianto di insule.
Dei primi 15 pazienti (gli ultimi 3 hanno ricevuto il trapianto solo recentemente) tutti sono restati insulinoindipendenti per almeno 1 mese e 10 di quei 15 lo sono ancora oggi. Dei primi 7 pazienti, 6 sono ancora insulinoindipendenti e 4 di loro sono insulinoindipendenti da 2 anni.
Il Dr Shapiro sottolinea che i 5 pazienti che hanno ricevuto il trapianto e che non sono insulinoindipendenti non possono essere definiti “un insuccesso”. Comunque la quantità di insulina da assumere è stata decisamente ridotta e gli episodi di coma ipoglicemico sono significativamente diminuiti.
L’ipoglicemia è un grosso problema per i diabetici di tipo 1. Nei pazienti inseriti nello studio, il Dr Shapiro dice che questi problemi sono stati eliminati per 18 mesi in tutti i pazienti. Ciò nonostante ci sono ancora molte cose da fare, dice il Dr Shapiro.
Innanzitutto, i pazienti devono assumere vari immunosoppressori dopo il trapianto. C’è sempre il rischio del cancro, nonostante allo stato attuale non si abbiano nè sintomi di cancro nè di gravi infezioni.
Il Dr Shapiro aggiunge: “Ci sono circa 50 nuovi immunosoppressori in sperimentazione in questo momento”.
Un altro problema è che i pazienti necessitano delle insule prelevate da almeno 2 donatori cadaveri, e persino con 2 o più pancreas donati, i pazienti alla fine hanno circa 1/5 delle insule presenti nel pancreas di una persona sana.
Studi stanno ora cercando un modo di riprodurre le insule senza ricorrere a così tanti donatori.
Che cosa succederà prossimamente? Attualmente ci sono 10 centri in tutto il mondo che partecipano al Protocollo di Edmonton del Dr Shapiro. 4 trapianti sono già stati o saranno effettuati in ogni centro. Il Dr Shapiro dice che partiranno circa 50 nuovi programmi sul trapianto di insule in centri non collegati al Protocollo di Edmonton. Per concludere, dice: “Siamo ottimisti”.
Tratto da: Diabetes Daily News
Traduzione e adattamento a cura di: Daniela D'OnofrioData ultimo aggiornamento: Martedì, 3 Luglio 2001 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/n2001_059.html
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