Ricerche


Risultati clinici e secrezione insulinica dopo trapianto di isole pancreatiche col Protocollo Edmonton

Traduzione di Carmelo D'Alessio

Nell'edizione di Aprile 2001 della rivista Diabetes, il team di ricercatori sul Protocollo Edmonton scrive sull'esperienza di 12 trapianti effettuati prima del Novembre 2000 in pazienti con diabete instabile o problemi di ipoglicemia. L'articolo fornisce importanti dettagli circa i vari test metabolici; analizza glicemia, insulina e C-Peptide, controllo glicemico, come anche complicanze acute e croniche.

Dopo il trapianto, usando un test di tolleranza orale al glucosio per valutare il controllo metabolico, il team ha riscontrato che 4 pazienti avevano una normale tolleranza glucidica, 5 pazienti l'avevano alterata e 3 pazienti presentavano una forma di diabete di tipo 2 trattato con ipoglicemizzanti orali o con basse dosi d'insulina. Tutti avevano livelli glicemici stabili e secrezione di C-Peptide. Inoltre, in tutti erano migliorati i livelli di emoglobina glicata (prima del trapianto HbA1c=8.3+0.5%, dopo il trapianto HbA1c=5.8+0.1%, P<0.001).

In relazione al loro successo nel raggiungimento del controllo glicemico, il team scrive:

"Dopo il trapianto di isole è stato difficile mantenere un'adeguata secrezione insulinica a lungo termine, ma i nostri risultati generalmente dimostrano che l'attuale serie di innesti è riuscita. Sebbene siano stati necessari almeno due trapianti per raggiungere l'insulino-indipendenza, una volta ottenuta, quest'ultima si è conservata nella maggioranza dei soggetti."

L'articolo spiega anche in particolare i problemi occorsi ai pazienti dovuti alla procedura stessa (per es. emorragie epatiche, poi corrette), come pure complicazioni a lungo termine, come l'incremento della creatininemia in due pazienti, il rischio di iperlipidemia e di danno renale, dovute alla terapia immunosoppressiva, necessaria per prevenire il rigetto delle isole impiantate. Inoltre, il Protocollo di Edmonton sembra essere meno nefrotossico dei regimi standard a base di ciclosporina ed elevate dosi di tacrolimus.

Ricapitolando, il team scrive:

"Dalla nostra esperienza è chiaro che il trapianto di isole e più efficace nel controllare il diabete instabile e protegge completamente dall'ipoglicemia inavvertita in molti soggetti selezionati. Il livello del controllo metabolico raggiunto nella maggior parte dei pazienti è probabile che abbia un impatto positivo sulla progressione delle complicanze diabetiche secondarie, purchè esso sia mantenuto a lungo termine, anche se ciò rimane da dimostrare. Quando si considera un trapianto di isole, è essenziale che il rapporto rischi-benefici sia a favore di tale procedura. Da questi risultati è evidente che nei diabetici stabili esenti da rilevanti complicanze, questa soluzione non può essere proposta. Tuttavia, in quei pazienti con gravi problemi di controllo glicemico, soprattutto con ridotta percezione dell'ipoglicemia o con diabete instabile, i benefici del raggiungimento di un controllo glicemico stabile offerti dal trapianto di isole appaiono utili, a condizione che il livello di creatininemia basale sia normale. Nessuno dei nostri pazienti vuole interrompere la terapia immunosoppressiva e tutti considerano il trapianto utile e benefico, ma occorrerà un ulteriore follow-up per stabilire se ci sia o meno un sicuro vantaggio. I risultati a breve termine sono certamente incoraggianti."


Tratto da: Children With Diabetes - Fonte: Diabetes 50;710-719, 2001
Traduzione e adattamento a cura di: Carmelo D'Alessio

Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 12 Aprile 2001 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/n2001_033.html

Le fibre riducono il fabbisogno di insulina nelle donne diabetiche incinte Indice delle news 2001 Primo obiettivo, una cura per il diabete
[Indice] [Il nostro sito] [Il diabete] [Associazioni] [Servizi] [Leggi] [Community] [Notizie] [Pubblicazioni] [Passatempo] [Altri siti] [Cerca] [Lettere]


Hosted by Publinet