Dietologia


Gli zuccheri aggiunti non hanno rilevanza in una dieta di qualità

Traduzione di Giuseppe Perillo

 

Degli studi pubblicati sul Journal of the American College of Nutrition dimostrano che gli zuccheri aggiunti ai cibi durante la loro preparazione non compromettono significativamente una dieta di qualità. Gli studi hanno esaminato i dati del USDA’s 1994-1996 Continuing Survery of Food Intake by Individuals.

Il Dr.Maureen Storey, Direttore associato al Georgetown Center for Food and Nutrition Policy e coautore degli studi dice: "i nostri studi mostrano che è impossibile focalizzare gli stessi sugli zuccheri aggiunti al fine di migliorare una dieta. E’ come cercare di svuotare la propria vasca da bagno con un cucchiaino. Gli zuccheri aggiunti non creano una grande differenza e non diminuiscono il lavoro fatto per ottenere una dieta di qualità".

Questi dati sfidano la teoria per la quale gli zuccheri aggiunti sostituiscono la maggioranza dei gruppi di alimenti o vitamine e minerali. Il governo definisce gli zuccheri aggiunti come quelle cosa che viene aggiunta nel processo o nella preparazione di cibi, ma che non è lo zucchero naturale presente nella frutta o nel latte. In realtà, questa distinzione non ha significato per il corpo umano perché, sia esso aggiunto o naturale, lo zucchero è uguale dal punto di vista chimico. In tutti gli individui in età compresa tra i 2 e i 19 anni, si è dimostrato che gli zuccheri aggiunti hanno da una limitata ad una incompleta associazione con una dieta di qualità. Inoltre, la scarsa associazione tra gli zuccheri aggiunti ed importanti gruppi di alimenti, vitamine e minerali, non dimostrano un sostanziale cambio di comportamento pratico o clinico nelle persone.

Inoltre, lo studio dimostra l’importanza di esaminare l’intera dieta di un individuo, piuttosto che un singolo ingrediente come lo zucchero aggiunto. Una dieta di qualità individuale è influenzata da tutta la scelta dei cibi, non solo da 1 o 2 alimenti o ingredienti. Infatti, i modelli mostrano che l’età, il sesso e altri fattori come il grasso, le proteine, i carboidrati e l’alcool hanno una maggiore incidenza rispetto a quella che può dare lo zucchero aggiunto.

Lo scopo dello studio era quello di esaminare le associazioni tra gli zuccheri aggiunti e il consumo di vitamine, minerali e le porzioni di alimenti nell’USDA Food Guide Pyramid. Gli studi hanno esaminato gli effetti su un gruppo di 3 popolazioni: 14.256 individui di età maggiore ai 2 anni, 1432 bambini in età compresa tra i 6 e gli 11 anni e 1398 adolescenti in età compresa fra 12 e i 19 anni. Complessivamente, l’associazione degli zuccheri aggiunti con il consumo dei maggiori gruppi di alimenti, vitamine e minerali esaminati era inconsistente – a volte negativa, a volte positiva, a volte nulla di tutti e due – e variavano in base ai gruppi di età. Comunque, gli effetti statisticamente rilevanti erano talmente lievi da considerarsi biologicamente insignificanti.

Per i bambini in età compresa tra i 6 e gli 11 anni, gli zuccheri aggiunti non sono stati collegati alla razione giornaliera di vegetali, frutta, carne magra, vitamina A. Gli zuccheri sono stati positivamente associati con la razione giornaliera di cereali, vitamina C, ferro e folati ma sono stati negativamente associati ai prodotti caseari.

Per gli adolescenti in età compresa fra i 12 e i 19 anni, gli zuccheri aggiunti non sono stati associati alle razioni giornaliere di vegetali, prodotti caseari, carne magra, vitamina A, folati e calcio. In questo gruppo d’età, gli zuccheri aggiunti sono stati positivamente associati con le razioni giornaliere di cereali, vitamina C e ferro, ma negativamente associati al consumo di frutta.

Gli studi furono originariamente presentati al meeting del North American Association for Study of Obesity svoltosi nel Novembre del 1999. Una sovvenzione parziale per questi studi è stata elargita dalla The Sugar Association, Inc.


Tratto da: www.medscape.com
Fonte: Fonte: J Am Coll Nutr. 2001;20(1):32 [Abstract]
Traduzione e adattamento a cura di: Giuseppe Perillo

Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 22 Marzo 2001 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/n2001_025.html

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