Prevenzione delle complicanze


Una riduzione della mobilità articolare
può aiutare a predire la retinopatia
nei pazienti con diabete giovanile



Alcuni ricercatori spagnoli sono giunti alla conclusione che un semplice esame della mobilità articolare può aiutare a identificare i pazienti con diabete mellito che sono a rischio per lo sviluppo di future complicanze a carico della retina.

Questa scoperta è stata presentata al 64esimo Meeting annuale scientifico dell'American College of Rheumatology (ACR) dell'università di Philadelphia, in Pennsylvania.

Alla Clinica Endocrinologica Pediatrica dell'Hospital Clinico Universitario di Santiago (Spagna), 207 pazienti diabetici sono stati sottoposti ad un esame articolare per rilevare la presenza della sindrome di limitata mobilità articolare. In seguito, i pazienti sono stati sottoposti ad un programma di follow-up che, in aggiunta ai normali esami per il diabete mellito, ha incluso anche un esame oftalmoscopico diretto e la misurazione della albumina nelle urine, con frequenza annuale se la misurazione nelle 24 ore dava risultati normali, e con frequenza trimestrale se invece i risultati presentavano delle anomalie.

Questa ricerca, condotta dalla dottoressa Patricia E. Carreira, ha compreso inizialmente un gruppo di 120 uomini e 87 donne. L'età media di insorgenza del diabete era di 7,4 anni per gli uomini e di 4 per le donne; il tempo intercorso tra la diagnosi e la partecipazione allo studio era rispettivamente di sei e quattro anni.

Dopo un primo esame articolare, è stato determinato che 47 pazienti (pari al 23%) presentavano mobilità limitata delle articolazioni; 2 pazienti avevano sviluppato il primo stadio di retinopatia e 15 presentavano microalbuminuria, ma nessuno di essi aveva sviluppato nefropatia. Dopo una media di 6,6 anni per gli uomini e 1,2 anni per le donne, 168 dei pazienti (101 uomini e 67 donne) sono stati di nuovo sottoposti ad accertamenti della mobilità articolare, con un secondo esame. La durata media del diabete mellito era rispettivamente di 12,7 e 4,5 anni. A quel punto, la situazione oculare e quella renale sono state documentate in prospettiva. In questo follow-up la limitata mobilità articolare è stata riscontrata in 58 pazienti (39%). Diciassette pazienti (10%) avevano sviluppato il I/II stadio di retinopatia e 40 (24%) avevano microalbuminuria passeggera o cronica. Tre pazienti avevano sviluppato neuropatia. La limitata mobilità articolare era associata specificamente alla durata della malattia.

I ricercatori hanno notato che la presenza di limitata mobilità delle articolazioni in una prima valutazione era stata associata con lo sviluppo di microalbuminuria. La retinopatia era insorta a distanza di 13 e 5,5 anni rispettivamente, per uomini e per donne, dall'esordio del diabete mellito ed era più frequente nei pazienti con una durata più lunga della malattia.

I ricercatori hanno pertanto concluso che la sindrome di limitata mobilità articolare può contribuire significativamente a preannunciare lo sviluppo di retinopatia nei pazienti con esordio giovanile del diabete.


Tratto da: Doctor's Guide
Traduzione e adattamento a cura di: Gigliola Paviotti

Data ultimo aggiornamento: Mercoledì, 22 Novembre 2000 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/n2000_111.html

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