Convegno a Genova: rivela l'iperglicemia del dopo pranzo
Attenti alla pancetta, rischiate il diabete
Genova. Prendete il metro e misurate la cintura. Se è più lunga di 102 centimetri per i maschi e 82 centimetri per le donne, siete tra gli oltre diecimila liguri a rischio per l'iperglicemia postprandiale. Ovvero a un esagerato aumento di glucosio nel sangue dopo i pasti principali. Una condizione che secondo gli esperti, può diventare pericolosa quasi come il diabete vero e proprio, perché il cuore e le arterie sono messe a dura prova da questa situazione metabolica.
Il richiamo a una maggior attenzione al sovrappeso viene dal Grand Hotel di Arenzano, dove ieri si sono riuniti alcuni tra i maggiori esperti liguri di
diabetologia per la Tavola rotonda "Variabilità glicemica: il rischio sommerso". «Oggi sappiamo che la quantità di grasso addominale rappresenta un indice estremamente affidabile del rischio e quindi, con le missure della circonferenza della pancia, possiamo definire le persone che sono in soprappeso e più di altre rischiano questa impennata della glicemia, dopo avere mangiato» spiega a "Il Secolo XIX" Andrea Corsi, primario dell'Unità di Diabetologia e malattie metaboliche dell'Ospedale La Colletta di Arenzano e protagonista della assiside medica.
È quindi più che opportuno prendere gli opportuni provvedimenti, che sono fondamentali perché si è visto che ancne la sola iperglicemia postprandiale rappresenta un fattore di rischio per il cuore, e può predisporre all'infarto. «E così - aggiunge Corsi - all'esercito dei circa sessantamila diabetici accertati nella nostra regione, e si noti che molti non non sanno di esserlo, ora si debbono aggiungere anche i tanti che subiscono impressionati sbalzi dello zucchero nel sangue dopo aver mangiato. Per sapere se il proprio equilibrio metabolico è a rischio, comunque basta davvero poco». E' sufficiente misurare la pressione arteriosa e, attraverso un semplice esame del sangue, conoscere i valori della glicemia a digiuno, quelli del colesterolo (sia il buono sia il cattivo) e i trigliceridi. «Se i valori della glicemia, complice la pancetta e qualche stravizio alimentare, sono sotto i 110 si può stare abbastanza tranquilli; basta ripetere il controllo ogni anno. Se invece sono superiori a 110 deve scattare l'allarme. E occorre sottoporsi ad un esame più specifico, cioè la valutazione della glicemia dopo i pasti, per sapere se si fa parte di coloro che sono a rischio per questa situazione».
In ogni caso, secondo gli esperti, contro il diabete e l'iperglicemia postprandiale, bisogna soprattutto giocare d'anticipo. Cioè combattere il sovrappeso con una dieta equilibrata: il che significa che il 55/60 per cento delle calorie dovrebbe venire dai carboidrati, soprattutto quelli complessi; il 25/30 per cento dai grassi e il restante dieci dalle proteine.
Se questo non basta allora bisogna ricorrere a una dieta ipocalorica, accompagnata da attività, fisica regolare. Senza dimenticare che un semplice esame del sangue può svelare la presenza del diabete, vera e propria minaccia per cuore, reni, arterie delle gambe e retina.
Federico Mereta
Tratto da Il Secolo XIX, venerdì 27/10/2000
Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 3 Novembre 2000 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/n2000_100.html
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