Vaccino antidiabete: quali speranze?

di Carmelo D'Alessio

Mentre sono state pubblicate notizie molto promettenti sul trapianto di isole pancreatiche come soluzione per il diabete di tipo 1, poca attenzione è stata prestata allo sviluppo di agenti capaci di prevenire la malattia.

La svedese Biotechnology company Diamyd Medical, ha recentemente iniziato gli studi di fase II di un vaccino contro il diabete di tipo 1 basato sul GAD (acido glutammico decarbossilasi). In tali studi, sono stati coinvolti 131 pazienti con diabete di tipo 1 neodiagnosticato, a cui sono state somministrate dosi giornaliere d'insulina per via orale o placebo per un anno in combinazione con la terapia iniettiva tradizionale. Non sarebbero state trovate differenze statistiche tra i gruppi. È possibile che questi risultati negativi siano dovuti ad uno sbaglio nel dosaggio o nella formulazione.

Invece, la vaccinazione GAD si è dimostrata più efficace di qualsiasi altro antigene testato nel proteggere le beta cellule pancreatiche dalla distruzione autoimmune nel topo. In particolare, una determinata isoforma della proteina GAD, il GAD65, può impedire lo sviluppo della malattia sia nei pazienti con diabete di tipo 1, sia in quelli con diabete autoimmune a lenta insorgenza (LADA). Quest'ultimi rappresentano circa il 10% di tutta la popolazione diabetica di tipo 2 ed il rischio che manifestino il diabete insulino-dipendente entro un certo tempo è dell'85%. Questa seconda fase di sperimentazione punta proprio ad accertare se lo sviluppo del diabete di tipo 1 possa essere prevenuto nei pazienti LADA.

Tuttavia, va sottolineato come i vaccini, inducendo una tolleranza immunitaria nei confronti di antigeni specifici, possono avere anche un effetto contrario promuovendo e/o accelerando l'evoluzione della patologia autoimmune. Vi sono dunque rischi associati all'immunoterapia, che devono essere valutati con attenzione rispetto ai benefici di tale terapia nel ritardare la progressione della malattia sul piano clinico.

N.d.r.: naturalmente, tutti i vari vaccini in corso di sperimentazione, quand'anche arrivassero sul mercato, sono destinati ai pre-diabetici od a situazioni assimilabili. Peraltro lo screening di tali soggetti a rischio non è impresa facile ed è ancora oggetto di studi (si veda a proposito www.progettodiabete.org/news/n2000_072.html). I diabetici di tipo 1 già diagnosticati non potranno in alcun modo beneficiare di questi farmaci, perché il loro patrimonio beta cellulare è andato distrutto. Ribadiamo, quindi, come già evidenziato nella nostra descrizione della fase I di sperimentazione di questo vaccino, che un successo del medesimo sarebbe utile per:

  1. Proteggere le persone ad elevato rischio di sviluppare diabete di tipo 1

  2. Preservare le beta cellule residue nei nuovi esordi di diabete di tipo 1

  3. Prevenire l'evoluzione verso il diabete di tipo 1 nei pazienti LADA (Diabete autoimmune a lenta insorgenza)

  4. Prevenire la ricorrenza del diabete di tipo 1 (recidiva d'insulite) in pazienti che hanno ricevuto il trapianto di pancreas o di isole.


Bibliografia
  1. GAD (Diamyd) more effective than insulin? (13/9/2000)
  2. Diamyd diabetes vaccine approved for Phase II (24/8/2000)
    Fonte: http://www.diamyd.com
  3. Prevenzione del LADA (Il Diabete, Vol.12, no.2, giugno 2000, Ed. Kurtis, Milano)

Data ultimo aggiornamento: Martedì, 24 Ottobre 2000 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/n2000_094.html

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