Incidenza del diabete mellito di tipo 1 negli emigrati sardi

di Carmelo D'Alessio

L'incidenza del diabete di tipo 1 in Sardegna è da tre a cinque volte maggiore rispetto a quella riscontrata in altre regioni italiane tra la popolazione d'età compresa fra 0 e 14 anni. Nella stessa regione, nelle ultime due decadi, l'incidenza di IDDM appare aumentata. Ciò sottolinea l'influenza di modificazioni ambientali locali sull'insorgenza della malattia, che potrebbero non essere occorse nei luoghi di emigrazione.

Uno studio effettuato a Torino, ha dimostrato tassi di incidenza molto inferiori, seppure mediamente elevati, tra la popolazione d'origine sarda rispetto a quella dei sardi residenti in Sardegna, un più alto rischio nei bambini rispetto agli adulti ed un effetto protettivo delle classi sociali basse fra i giovani adulti. Questi risultati sono coerenti con l'ipotesi di eterogeneità del diabete di tipo 1 per età all'esordio, con un prevalente effetto genetico nell'infanzia e di determinanti fattori ambientali nell'età adulta.

Altri studi, condotti nel Lazio ed in Lombardia, hanno evidenziato che il rischio di diabete di tipo 1 nei figli di emigrati con entrambi i genitori sardi è da 3 a 4 volte più elevato che tra i soggetti della stessa età con genitori indigeni, mentre i figli di coppie miste mostrano un'incidenza intermedia.

L'età di insorgenza della malattia in relazione all'età di emigrazione potrebbe essere indicativa del rischio associato al luogo di origine. Si è riscontrato, negli studi in questione, che tutti i casi insorti dopo l'emigrazione avevano un'età all'esordio maggiore di 15 anni. Inoltre, la ricerca ha evidenziato una prevalenza di IDDM tra i soggetti nati i Sardegna ed emigrati in provincia di Pavia (2,63/1000) superiore a quella riscontrata, per tutte le età, in ricerche sulla popolazione generale di altre località del Nord Italia.

L'analisi dell'età di insorgenza in relazione a quella di emigrazione, indicherebbe un periodo più lungo di latenza nei soggetti emigrati in età più giovane, come se, nei suscettibili, l'emigrazione costituisse un fattore protettivo.

Tutto ciò conferma il ruolo fondamentale rivestito dalla suscettibilità genetica in relazione all'origine etnica dei genitori ed indica che altri fattori, quali l'assetto immunologico o relativi all'ambiente, potrebbero modificare il rischio e la storia naturale della malattia.


Bibliografia:
  1. Diabete mellito di tipo 1 nei sardi emigrati in provincia di Pavia [Il Diabete, Vol.11, Suppl.al n.2, giugno 1999: 102-3]
  2. Effect of sardinian heritage on risk and age at onset of type 1 diabetes: a demographic case-control study of sardinian migrants [Int J Epidemiol 2000 Jun; 29(3): 532-5]

Data ultimo aggiornamento: Martedì, 10 Ottobre 2000 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/n2000_092.html

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