Da una relazione del 12 Giugno 2000 al LX meeting annuale dell'ADA - American Diabetes Association - San Antonio, Texas, USA

Background degli studi sulla terapia con insulina inalabile

di Francine Kaufman
Los Angeles, Ca, USA

Sono stati recentemente presentati tre diversi studi sulla terapia con insulina inalabile, nei quali l'efficacia di tre differenti preparazioni è stata confrontata con quella della convenzionale insulina a somministrazione sottocutanea.

Mentre il campo operativo dell'insulina inalata si espande, diventa evidente che dovremo imparare non soltanto come comparare l’insulina inalabile e quella sottocutanea, ma ogni singola preparazione inalabile.


Insulina inalabile ad azione rapida e lenta

La prima presentazione era di J. Hrkach ed altri di Cambridge, MA, intitolata: “AIR insulin: terapia del diabete per via inalatoria di insulina in polvere ad azione rapida e ad azione lenta”.
Hrkach ha descritto una nuova tecnica che permette di produrre sia insulina ad azione rapida che ad azione lenta.
La metodologia è basata sulla “porosità”, formando fisicamente una grande particella (10-20 millimetri) e con densità bassa (< 0,1g/ml), aerodinamicamente stabile che è trasportata da un dispositivo semplice ed economico fin dentro le cavità polmonari.
In questo modo, l’insulina viene assorbita facilmente con elevata biodisponibilità.
Hrkach ha commentato estesamente il fatto che l'inalatore è piccolo, lavora solo sul respiro dei pazienti e può erogare facilmente uno/due “puff” (soffi) che potrebbero completamente coprire il paziente per quanto riguarda l'insulina del bolo o basale.
Lo studio riguardava due diverse preparazioni: l’insulina AIR ad azione rapida e quella ad azione lenta.
L'AIR ad azione rapida è stata confrontata con una normale insulina umana.
Lo studio è stato compiuto su dei topi (Tabella II).

Tabella II: Insuline AIR inalabile ad azione rapida ed AIR inalabile ad azione lenta (*)
Durata di azioneDurata di azione
AIR ad azione rapida

Umana ad azione rapida

1.0 ora

3.0 ora

AIR ad azione lenta

Umana ad azione lenta

4.6 ore

18.0 ore

n.d.r.: il traduttore si è preso la libertà di invertire la durata tra insuline AIR e Umana in quanto, come espresso sul sito da cui le tabelle sono tratte, risultano in contrasto con le affermazioni riportate nel testo stesso

La scintigrafia dei polmoni ha indicato che il 60/70% si è depositato, e che questo deposito non dipendeva da come l'animale ha respirato.

Conclusioni
L'obiettivo per uno sviluppo di un regime insulinico senza aghi può essere raggiunto con l'inalazione di insulina ad azione rapida e lenta.
Gli autori hanno sostenuto che sussistevanoo prove di buona biodisponibilità (38%), con dei profili simili a quelli dell’insulina umana R e L, nonché una facilità di utilizzo del dispositivo di rilascio.

Le domande sollevate
La cosa poco chiara era su come è stata calcolata la biodisponibilità.
Di preoccupante c’era il fatto che la durata dello studio era di sole 8 ore.
Non c’erano dati sulle conseguenze polmonari di tale sistema di rilascio dell'insulina, specialmente per quanto riguarda la fagocitosi di insulina nell'alveolo broncopolmonare, sulla sua utilità in presenza di un disturbo di reazione delle vie aeree o di esposizione al fumo della sigaretta, e che effetto potrebbero avere sull'epitelio polmonare le grandi quantità di insulina.

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Confronto della gestione insulinica per via inalatoria contro l'iniezione in volontari umani

Il seguente studio è stata presentato da R.S. Fishman di Sunnydale (California, USA) con il titolo “Somministrazione insulinica tramite AeroDose Inhaler. Comparazione con il metodo di somministrazione sottocutanea”, da Sunnydale,CA. Gli autori hanno descritto un sistema attivatodal respiro che rende disponibile sotto forma di sospensione aerea l'insulina liquida Humulin R (U500); questo sistema è stato studiato in 12 volontari normali in un progetto di confronto randomizzato bidirezionale.
Sono state somministrate, in giorni diversi, una dose di Humulin R U500 pari a 1,5 U/Kg per via inalatoria ed una dose di Humulin R pari a 1,5U/Kg sottocutanea.
Lo studio è stato compiuto nel Regno Unito, su soggetti non-fumatori.

Risultati
Le concentrazioni dell'insulina nel siero ed i ratei di concentrazione del glucosio sono stati determinati, in entrambi i casi, su un periodo di sei ore successivo alla somministrazione dell'insulina (Tabella III).
La biodisponibilità rilevata è apparsa relativamente minima (9,3%), così come la biopotenzialità (10,3%), mentre non si sono rilevati effetti secondari apparenti.

Tabella III: Concentrazione di insulina nel siero e ratei di infusione del glucosio
Insulina Cmax
(pmol/l)
Tmax
(min)
AUC0-360 minAUC per GIR
Inalata
Iniettata
360 ± 59
364 ± 52

p = ns

50 ± 10
85 ± 10

p < 0.05

48900 ± 9200
56400 ± 7400

p = ns

1520 ± 210 mg/kg
1750 ± 180

p = ns

Conclusioni
L’assorbimento di insulina inalata rispetto a quella iniettata è apparso più rapido. L'insulina inalata potrebbe essere pertanto più indicata per la somministrazione pre-prandiale, e si presta ad una calibrazione più precisa del dosaggio.

Le domande sollevate
Anche questa presentazione solleva il problema della metodologia di calcolo della biodisponibilità.
Si tratta di un test di verifica importante per il vaglio definitivo, ma il modo migliore per calcolare e valutare dati significativi di biodisponibilità non è stato specificato chiaramente dal numero sempre crescente di studi.
Dato che questo tipo di studi diviene sempre più frequente, si delinea la necessità di stabilire criteri di valutazione univoci e standardizzati.

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Determinazione dell'inizio dell’azione in volontari non diabetici

Lo studio finale sull’insulina inalatoria era di T. Heise ed altri da Neuss, Germania, Groton, CT, e da Monaco di Baviera, Germania, intitolato “Profilo di azione nel tempo delle preparazioni insuliniche inalatorie confrontate alle insuline Analoghe e Regolari ad azione rapida”.
Diciotto volontari maschi in buona salute (non-fumatori) sono stati studiati per confrontare, con un sistema euglicemico, l’effetto dell’insulina in polvere e quello della Lispro.

Risultati
È stato applicato un dosaggio pari a 6 mg di insulina inalabile, 18 UI di Analogo o 18 U di insulina normale per via sottocutanea.
I ratei di concentrazione del glucosio sono stati seguiti per 600 minuti.

Conclusioni
L'insulina inalata in questo studio ha avuto un inizio di attività più veloce dell' insulina normale e simile a quello di un analogo ad azione rapida.
Era poco chiaro il criterio di determinazione della quantità dei dosaggi dell'insulina analoga e normale.
Di nuovo, questo studio chiede che i metodi standardizzati per valutazione siano stabiliti così da poter essere usati sugli studi dell'insulina inalata.

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Sommario

Questi studi hanno posto in evidenza le potenzialità dell’insulina inalabile, e pi risultati ottenuti possono essere ritenuti abbastanza incoraggianti dal punto di vista clinico.
Tuttavia, sia l’ambiente clinico che pubblico dovranno essere informati sul fatto che molte preparazioni e tecnologie stanno emergendo, in modo da poter produrre clinicamente utili prodotti inalatori dell'insulina.
È molto interessante sapere che l’insulina inalabile può fornire sia la copertura basale che quella dei boli.
Ciò potrebbe rappresentare la fine della convenzionale terapia con somministrazione sottocutanea.
Sembra che le insuline ad azione rapida presentate negli studi menzionati possano avere una attività iniziale paragonabile a quella di un analogo ad azione rapida- questi potrebbero definitivamente servire come boli insulinici se gli studi futuri continueranno a fornire risultati positivi.
Tutti gli studi hanno denotato la necessità di ulteriori approfondimenti per determinare realmente sia l'inizio dell’attività, quanto la durata della stessa.
Attendiamo pertanto i risultati di future prove, ed in particolar modo di quelle che verranno eseguite su soggetti diabetici. Nel frattempo si può considerare che, a prescindere dal dispositivo di somministrazione inalatoria o dalle caratteristiche di azione nel tempo, l’insulina inalabile presenta interessanti aspetti di efficacia.

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Tratto da http://www.medforum.nl/
Traduzione e adattamento a cura di Stefano Paolocci

Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 7 Luglio 2000 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/n2000_068.html

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