Da una relazione del 12 Giugno 2000 al LX meeting annuale dell'ADA - American Diabetes Association - San Antonio, Texas, USA

Controllo glicemico migliorato nel diabete infantile:
i risultati di uno studio durato 16 anni

di Curt L. Rohlfing, Randie R. Little, Hsiao-Mei Wiedmeyer, Jack D. England, Danita Rife, Karen Derrick, Kate Kirchhoff, Debbie Suk, David E. Goldstein
Università del Missouri, Columbia, MO, USA

I risultati del Diabetes Control and Complications Trial (DCCT), pubblicati nel 1993, hanno dimostrato che mantenendo i livelli di emoglobina glicata (HbA1c) vicino alla norma, si riducono drasticamente i rischi per lo sviluppo e/o la progressione delle complicanze croniche negli adolescenti ed adulti con diabete di Tipo 1 (età 13-39) [1]. Sulla base di queste conclusioni, l'American Diabetes Association (ADA) ha raccomandato per i pazienti con diabete mellito un obiettivo di emoglobina glicata (HbA1c) inferiore a 7.0% nella gestione della malattia [2]. Questo studio è iniziato con l'analisi dei risultati di HbA1c dei pazienti in età pediatrica con diabete di Tipo 1, seguiti al centro di scienze mediche dell'Università del Missouri tra il 1983 ed il 1999, per determinare se ci sono stati miglioramenti significativi nel controllo glicemico, e quindi nei relativi rischi. L'HbA1c è stata misurata usando un sistema altamente preciso di HPLC (CV < 3%). Per ogni anno, la media generale di HbA1c è stata calcolata da quella dei singoli pazienti, escludendo i pazienti maggiorenni e quelli con durata del diabete inferiore ad un anno. Sono stati indicati i cambiamenti nell'età media e nella durata media della malattia affinché non ci fosse un effetto significativo sulla variazione della media percentuale di HbA1c. I risultati hanno indicato che i livelli medi di HbA1c si sono ridotti solo lievemente tra il 1983 ed il 1993 (rispettivamente 8.59% contro 8.42%), ma da allora in poi sono diminuiti costantemente sino ad un livello di 7.93% nel 1999.

La maggior parte di questo decremento nei livelli di HbA1c si è registrato negli adolescenti dopo il 1993 (Tabella V).

Inoltre, tra il 1993 ed il 1999, la percentuale di pazienti con HbA1c media inferiore a 7.0% (l'obiettivo dell'ADA) è aumentata dal 15.7% al 22.6%, mentre la percentuale di pazienti con HbA1c media superiore all' 8.0% (il valore limite stabilito dall'ADA) si è abbassata dal 41.5% al 36.1%. I risultati mostrano una riduzione clinicamente significativa dei livelli di HbA1c nei pazienti d'età pediatrica dal 1983, la maggior parte dei quali avvenuti dopo il 1993, in coincidenza con la pubblicazione dei risultati dello studio DCCT . Questi dati suggeriscono che, perseguendo gli obiettivi terapeutici indicati dal DCCT, possono ridursi i rischi delle complicanze nei pazienti con diabete di Tipo 1.

Bibliografia

  1. The Diabetes Control and Complications Group: The Effect of Intensive Treatment of Diabetes on the Development and Progression of Long Term Complications in Insulin-Dependent Diabetes Mellitus. Engl J Med 1993; 329: 977-986.

  2. American Diabetes Association: Standards of Medical Care for Patients with Diabetes Mellitus (Position Statement). Diabetes Care 1994; 17:616-623.


Tratto da http://www.medforum.nl/
Traduzione e adattamento a cura di Carmelo D'Alessio

Data ultimo aggiornamento: Venerdì, 7 Luglio 2000 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/n2000_067.html

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