Il professor Montenero è mancato il 14 maggio scorso in seguito ad una grave malattia. Pubblichiamo questa lettera di Alberto Bevilacqua che così bene esprime l'affetto e la stima che nutriamo per lui

Pasquale Montenero
un ricordo in occasione della presentazione del suo ultimo libro

Uno dei più grandi poeti del nostro secolo, Camillo Sbarbaro, che fu anche illustre botanico, un giorno annotò: “Trenta anni di ricerche, centoventisette specie, nuove per la scienza. Ho dato anch'io una mano all'inventario del mondo”.

Perché inizio citando Sbarbaro? Per due motivi: perché anche Pasquale Montenero ha contribuito, eccome, a un inventario scientifico del mondo, sia pure con quel comportamento schivo ed elegante che è proprio delle menti elette. Tanto che, scorrendo il suo curriculum, dovremmo metterci in soggezione, pensando alle sue conquiste contro il diabete, ai suoi contributi nel campo delle Malattie Endocrine e Metaboliche, alle sue ricerche sull'Alimentazione. L'autorevole dominio anche all'interno dei laboratori di biochimica e di fisiologia all'insegna della Nutrizione, e la scalata ai vertici del dialogo scientifico mondiale, trasmettono un rispetto che potrebbe chiudere un discorso con una parola adeguata in sé, ma forse non gradita nemmeno a lui, al Professore: Riverenza.

Martedì 27 giugno, alle ore 18,00, nella Sala Pietro da Cortona di Piazza del Campidoglio a Roma, verrà presentato il libro del Prof. Pasquale Montenero “La storia del diabete”. Interverranno Francesco Rutelli (Sindaco di Roma), Gianfranco Bottazzo (Direttore Scientifico dell'Ospedale Bambin Gesù), Daniella De Stefano (Editore), Michele Mirabella. A causa del numero di posti limitato, è necessario esibire l'invito all'ingresso.

Non è così, o meglio: così non dev'essere. Ed ecco che si fa chiaro il secondo motivo per cui ho citato Sbarbaro. Il poeta scrisse dei versi illuminanti, che sono rimasti a sigla della sua arte: "Padre, se anche tu non fossi il mio padre - per te stesso ugualmente t'amerei". E siamo al punto. Per questo credo di averlo conosciuto, Pasquale Montenero è un uomo che si deve amare al di là del suo carisma professionale; un uomo da festeggiare (nel senso più selettivo), da applaudire per se stesso, prescindendo da un curriculum privilegiato. Ha una buona dose di umiltà e di ironia (e basterebbe citare il titolo di un suo libro: “L'Arte di Saper Mangiar Bene... Senza Rinunce”).

Insomma io credo che il vero pericolo consista, oggi più che mai, in una scienza priva di saggezza umana: allora, sì, la psicologia diventa moralismo. Montenero ha combattuto, oltre che mali fisici (il diabete, anzitutto), quel male intimo che è il moralismo della scienza stessa, il quale consiste nell'avere i paraocchi. Montenero conosce il principio dei vasi comunicanti, che abbraccia i sentimenti e le visioni universali dell'esistenza. È così dotato di saggezza e di ironia che, paradossalmente, mi viene da pensare che abbia fatto tanto per la sanità altrui, convinto che la vita sarà il ricordo più brutto della nostra morte. È piacevole conversare con lui, che so, sul concetto di cosmo, e sentirgli dire: “Esiste un rapporto fra l'uomo e il cosmo inteso come ordine universale, anche se è impossibile una dimostrazione apparente; l'essere umano è attratto dall'infinito, forse perché cellule e tessuti sono magneticamente predisposti”.

Ha curato e guarito tanti corpi, Pasquale Montenero, e registriamo questa risposta: “La profonda fede cattolica m'impone di credere alla resurrezione dei corpi; il dogma s'incrina se viene violentato dal materialismo scientifico”. Che la fantasia voli, dunque. Quando è accoppiata alla fede, è l'estasi.

Ma in particolare, sono due frasi che amo sottolineare: “L'uomo di scienza vive per quello che è e che si sente di essere... Cosa prova il medico alla richiesta d'aiuto? Sicuramente emozione; talvolta potenza; spesso misericordia”. Viviamo in un tempo sbandato che ha bisogno estremo sia di emozioni (vere), sia di saggia potenza da parte di chi dovrebbe avere cura delle nostre sorti, sia di misericordia.

Un grande applauso, di conseguenza, ci sta tutto: a Pasquale Montenero, simile per tanti aspetti al poeta Camillo Sbarbaro.

Alberto Bevilacqua


Data ultimo aggiornamento: Lunedì, 12 Giugno 2000 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/n2000_062.html

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