Insulina per i paesi più poveri del mondo
Lancet 2000 Mar 11;355(9207):919-21 -- Yudkin JS, del Royal Free and University College London School of Medicine, Whittington Hospital, UK. ha affermato in un suo articolo pubblicato su Lancet che nel mondo industrializzato, il diabete tipo 1 porta raramente alla morte dovuta a chetoacidosi. Questo purtroppo non è vero per molti paesi in via di sviluppo dove la disponibilità di insulina è discontinua e/o l'insulina non è inclusa nel prontuario nazionale dei farmaci essenziali. Le aspettative di vita per un paziente neodiagnosticato con diabete tipo 1 in alcune zone dell'Africa può essere inferiore ad un anno. La Banca Mondiale ha identificato 40 paesi poveri altamente indebitati (HIPC - highly indebted poor countries) il cui debito nazionale eccede sostanzialmente ogni possibilità di restituzione senza un durissimo impatto sui programmi sanitari e sociali. L'incidenza e la prognosi del diabete tipo 1 nei paesi HIPC sono inferiori di quelli industrializzati, e si stima che lo 0.48% dell'attuale consumo di insulina nel mondo sia sufficiente a trattare tutti i pazienti diabetici di tipo 1 di questi paesi. È stata avanzata una proposta da parte dei maggiori produttori di insulina di donare l'insulina, con un costo stimato di 3-5 milioni di dollari per anno, come parte di un'iniziativa di distribuzione ed educazione per i pazienti diabetici di tipo 1 nei paesi HIPC. Nessun paziente diabetico tipo 1 nei paesi poveri del mondo dovrebbe morire perché essi, o il loro governi, non possono procurarsi l'insulina.
Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 4 Maggio 2000 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/n2000_043.html
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