Per i diabetici è meglio il by-pass o l'angioplastica?

Boston, Aprile 2000 -- Uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine suggerisce che i pazienti diabetici che subiscono un infarto miocardico, hanno più probabilità di superarlo se la loro cardiopatia ischemica è stata trattata più precocemente usando la tecnica del by-pass aorto-coronarico anziché l'angioplastica.

Questo studio è stato condotto da una ricerca sulla rivascolarizzazione mediante by-pass ed angioplastica, guidata da un gruppo di ricercatori dell'Università di Pittsburgh , dell'Istituto Nazionale di Sanità statunitense, della Clinica di Mayo e del Centro di Scienze Mediche dell'Università di St.Louis. Lo studio clinico ha coinvolto 1829 persone, che sono state assegnate casualmente per subire la chirurgia di by-pass o l'angioplastica. È iniziato nel 1987 e, 5 anni dopo aver subito l'intervento, il tasso di sopravvivenza era simile per entrambi i tipi di trattamento nei pazienti non diabetici. Ma fra i 353 pazienti diabetici partecipanti allo studio, coloro che avevano avuto l'intervento di angioplastica, presentavano meno probabilità di sopravvivenza rispetto a quelli trattati con by-pass aorto-coronarico. Mentre l'intervento di angioplastica è migliorato negli ultimi anni con le nuove tecniche, rimane irrisolta la questione di come e perché i pazienti non diabetici hanno avuto risultati ugualmente positivi con entrambi i trattamenti e, invece, i pazienti diabetici hanno avuto una prognosi meno favorevole con l'angioplastica.

Alla domanda di perché l'angioplastica sia meno efficace nel trattamento della cardiopatia ischemica nei pazienti diabetici, non è stata data esauriente risposta, ma gli autori dello studio ed un articolo che lo accompagna del Dr. Steven M.Haffner, del Centro di Scienze Mediche dell'Università del Texas, affermano che è poco chiaro se i pazienti potrebbero aumentare la loro aspettativa di vita a lungo termine dopo l'intervento di angioplastica, con un miglioramento del controllo glicemico ed il trattamento aggressivo degli altri fattori di rischio cardiovascolare, attraverso l'assunzione di farmaci antiipertensivi, antiaggreganti piastrinici (ASA) e ipolipemizzanti, che sono necessari in questi stati.

La ricerca precedente ha evidenziato che solo il 50% dei pazienti diabetici che hanno un attacco cardiaco sopravvive più di un anno. La metà dei decessi avviene addirittura prima di raggiungere l'ospedale, dimostrando che il trattamento aggressivo della malattia cardiaca, ove si manifesti, e l'adozione di misure idonee a prevenire l'infarto, sono la chiave per la sopravvivenza di lunga durata dei pazienti diabetici sofferenti di cardiopatia ischemica.

I diabetici hanno una probabilità da due a quattro volte superiore rispetto ai non diabetici di manifestare malattie cardiovascolari.

"Ciò che la ricerca in corso sta dimostrando è che i diabetici di tipo 1 o specialmente quelli di tipo 2, che sviluppano malattie cardiovascolari, abbisognano di una terapia aggressiva", dice il Dr. Howard Walpert di Boston. "La ricerca ora sta anche indicando che sino a quando non conosceremo di più sui fondamentali esiti dell'angioplastica, per i pazienti diabetici che presentano un'ostruzione delle tre principali arterie coronarie e necessitano di un trattamento invasivo per eliminare l'ostruzione stessa, la soluzione migliore è il by-pass piuttosto che l'angioplastica". Egli aggiunge, tuttavia, che vi sono varie ragioni per le quali, ad un particolare paziente, sulla base delle sue condizioni cliniche e dell'età, potrebbe raccomandarsi l'angioplastica invece che il by-pass.

L'angioplastica delle arterie coronarie (i vasi sanguigni che forniscono il sangue al muscolo cardiaco) è una procedura che utilizza un aerostato molto piccolo o un raggio laser per allargare le arterie ostruite. Essa è usata per dilatare i vasi che sono stati significativamente ostruiti dalle placche ateromasiche. L'intervento di by-pass, invece, implica il prelievo di segmenti venosi, e a volte arteriosi, da altre parti del corpo, ed il loro innesto nel sito interessato per escludere il vaso ostruito.


Ricerca e traduzione a cura di Carmelo D'Alessio

Data ultimo aggiornamento: Giovedì, 27 Aprile 2000 6:30:00
URL: http://www.progettodiabete.org/news/n2000_039.html

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